Sicilia terra di continue sorprese.

  • Eccezionali scoperte sull’Isola di Mozia.
  • La campagna di scavi apre nuovi scenari sulla datazione di forme di civiltà.
  • Samonà: “Il nostro passato è un libro pieno di pagine da scrivere”.

Il ritrovamento di eccezionali reperti rinvenuti a Mozia durante la campagna di scavi condotta dall’Università di Palermo che si è appena conclusa, apre scenari nuovi sulla datazione della presenza di forme di civiltà precedentemente all’insediamento fenicio. Scopriamo insieme tutti i dettagli. È stato rinvenuto un contesto archeologico che risalirebbe all’Antica Età del Bronzo, ovvero al 1600 a.C. circa. Le ricerche sull’Isola dello Stagnone, riprese quest’anno dopo una lunga pausa durata quattro anni, hanno coinvolto un team internazionale di studiosi e archeologi. Le nuove scoperte sull’isola di Mozia sono scaturite dal proseguimento delle tradizionali indagini nella necropoli arcaica, un ampio cimitero a cremazione utilizzato dai primi coloni fenici sull’isola di Mozia.

Scoperte sull’isola di Mozia: tutti i dettagli

Gli scavi sono stati affiancati da un intenso lavoro non invasivo di prospezione geofisica che ha interessato la parte orientale dell’isola rivelando le tracce del complesso impianto urbano della città punica di Mozia nel momento di suo massimo splendore, di cui finora si poteva solo intuire l’esistenza. «La scoperta – afferma il professore dell’Università di Palermo Aurelio Burgio, a capo dell’equipe – assume particolare valore perché testimonia la vitalità e il ruolo di Mozia lungo le rotte mediterranee in un’epoca di molti secoli antecedente alla fondazione della colonia fenicia, gettando nuova luce sulla diffusione degli orizzonti culturali preistorici siciliani anche in questo estremo lembo occidentale dell’isola, al crocevia dei traffici tra il Tirreno e il Canale di Sicilia».

«La ripresa degli scavi a Mozia e gli eccezionali ritrovamenti effettuati – aggiunge l’Assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà – ci rafforzano nella consapevolezza di aver fatto una scelta giusta, promuovendo il rilancio in grande dell’archeologia in Sicilia. Il nostro passato è un libro ancora straordinariamente pieno di pagine da scrivere, che rappresentano il più bel biglietto da visita per chi vuole scoprire l’essenza della nostra Terra. La grande sfida che abbiamo intrapreso è di mettere la cultura e l’identità al centro di una visione di futuro per la Sicilia». «L’interesse verso Mozia è massimo – dice la Soprintendente dei beni culturali di Trapani, Mimma Fontana– ed è testimoniato oltre che dalla cooperazione con l’Università di Palermo nella ripresa degli scavi anche dai tanti progetti di miglioramento e mantenimento degli scavi, di riqualificazione del museo, di creazione dei camminamenti». Foto: Gianclaudio Marino – Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International.

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