La palma è una delle piante più antiche al mondo e, insieme all’ulivo, costituisce uno dei simboli iconici della Settimana Santa. Quello che forse non tutti sanno, è che fa parte di un intricato universo di simbologie, che legano l’uomo ai misteri della vita.

Il significato di questa pianta supera i confini della religiosità e scava a fondo in alcune delle aree meno note dell’esistenza.

Nella mitologia greca si tratta di una piata solare, sacra ad Apollo. Si narra che Latona, giunta a Delo, partorì il dio della luce appoggiandosi ai tronchi di due palme. Nella fondazione di Roma è legata al sogno premonitore di Rea Silva, che vide due enormi palme ergersi fino al cielo, presagio della nascita di Romolo e Remo. Dagli antichi, in generale, era adorata come una manifestazione del divino, perché la sua forma richiama i raggi del sole.

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Secondo un detto arabo, la palma cresce con la testa al sole e i piedi nell’acqua, rappresentando la presenza di acqua nelle vaste distese del deserto. Per questa caratteristica simboleggia la rinascita. Nella tradizione greco-romana, viene associata alla vittoria.

Vista la capacità di slanciarsi verso il cielo, la palma era considerata un collegamento tra il terreno e il divino. Questa pianta è anche simbolo dell’unione maschile e femminile.

Nella palma Sole, Luna e Fuoco sono strettamente connessi. I raggi ricordano la stella del giorno, le sue foglie il ciclo lunare, il fuoco per essere stata messa in relazione con il mitico uccello che risorge dalle sue ceneri, in quanto dopo un incendio è la prima pianta ad essere in grado di “rivegetare”.

Andando ai significati magici, la palma viene associata ad incantesimi purificatori e divinatori, effettuati tramite il fuoco. In Sicilia, infatti, vi era l’usanza di scacciare le streghe tagliando con forbici d’acciaio tre foglie di palma e recitando una formula di scongiuro: Chista palma siantu tagghiari, e la tagghiu ‘ncampu e ‘nvia, cu voli mali a la casa mia.