Alla scoperta della lingua siciliana.

  • Travagghiàri in siciliano, il verbo di chi lavora.
  • La sua origine è francese ma, ancora prima, affonda le radici nel latino.
  • Ecco come si utilizza e come è nato questo verbo.

La lingua siciliana non smette mai di stupirci. Approfondire l’origine dei termini che la compongono equivale a compiere un interessantissimo viaggio nella storia. Il nostro vocabolario raccoglie influenze e contributi provenienti da molti popoli e, a sua volta, è stato in grado di influenzare altri popoli. Magari non ci riflettiamo su molto spesso, eppure alche delle parole che utilizziamo più spesso hanno davvero tanto da raccontarci. Un po’ come il verbo Travagghiàri in siciliano. Viene usato per indicare l’attività lavorativa ma, se ci pensate un po’, il suo significato letterale è più legato a un “travaglio” a una sofferenza. In Sicilia non viene inteso con questa accezione negativa anche se, in fondo, è un riferimento che ha il suo senso, se non altro quando è associato alla fatica fisica. Vediamo, dunque, da dove arriva il nostro verbo.

Travagghiàri in Siciliano origine e significato

È quasi certo che il verbo Travagghiàri sia legato al francese “travailler“. La sua storia, però, è molto più antica, poiché in latino c’era già un verbo “tripaliare“, cioè torturare. Nella prima metà del XIII secolo, inoltre, il “tripalium” era uno strumento di tortura a tre palmi. Così, a partire da quello strumento di tortura, saremmo arrivati al verbo “tripaliare”, con un significato di torturare utilizzando il “tripalium”. Quella forma tripaliare, però, a quanto pare sarebbe scomparsa in Sicilia, perché non esiste un verbo che suoni in modo simile. E allora come siamo arrivati a Travagghiàri in siciliano? Ve lo diciamo subito. Il nostro verbo Travagghiàri rimane fortemente legato alla forma “travailler”. Il primo significato che ha avuto in siciliano era quello di “provare sofferenza“. Il significato che gli diamo oggi, cioè di compiere un’attività lavorativa è probabilmente più moderno. Oggi lo intendiamo come “lavorare” nel senso più puro, però è molto interessante capire come ci siamo arrivati. Foto: Juan Antonio Segal – Credits – (CC BY 2.0).

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