Facciamo tappa ad Antillo, un comune del Messinese che si trova nel cuore della Valle d’Agrò, a ridosso dei Peloritani. A metà fra collina e montagna, è nato in origine come villaggio di pastori e vanta una storia molto articolata.

La Storia

In realtà, non è facile tracciare le origini di questo centro abitato. Il nome Antillo deriverebbe dal greco e significherebbe primo fiore. Secondo alcuni, però, l’origine sarebbe latina (ante illos, cioè “prima degli altri”). Il sito sarebbe stato già abitato in epoche preistoriche, dai Siculi, poi avrebbe visto fenici e greci, questi ultimi provenienti rispettivamente dai centri rivieraschi di Phoinix (l’odierna Santa Teresa Riva) e Naxos.

Con le invasioni barbariche, la vita sul litorale si fece pericolosa. Gli abitanti di Phoinix, quindi, si spinsero nell’entroterra e così nacquero Savoca, Castelvecchio Siculo e Limina. Alcuni abitanti si sarebbero spinti ancora di più nell’entroterra, creando un nuovo insediamento chiamato Piniz. Da qui deriva il toponimo Pinazzo, che ancora oggi indica la frazione più vitale di Antillo.

Nel 1139 Antillo venne inglobata nel vasto territorio della Terra di Savoca, di dominazione normanna. Divenne un borgo alle dipendenze di Savoca per 700 anni. Con l’abolizione del feudalesimo in Sicilia, gli antillesi aspirano all’indipendenza, che arriva nel 1845. Inizia così un certo sviluppo. Gli antillesi continuarono a dedicarsi all’agricoltura e alla pastorizia facendo sviluppare il centro abitato nonostante la forte emigrazione.

Cosa vedere ad Antillo

Antillo è la meta perfetta per chi ama la natura. La Valle del Platani è casa di tante varietà di flora e fauna. Tra i luoghi particolari di Antillo c’è sicuramente il Giardino di Redenzione, una struttura parrocchiale, costruita negli anni Ottanta, collocata in un luogo molto suggestivo, in cui si esercitano meditazione e raccoglimento.

Per quanto riguarda gli eventi da segnalare, l’appuntamento annuale imperdibile è quello con la Sagra della Castagna, che si svolge alla fine del mese di ottobre. Vi sono, poi, la Sagra del Granturco e quella del Maiale e del Cinghiale.

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