Siete a caccia di consigli sui borghi siciliani da visitare in autunno? Avete trovato ciò che fa per voi. La Sicilia è una terra meravigliosa tutto l’anno, ma ogni stagione ha la sua specificità che la rende unica. Così, se l’estate è il tempo delle spiagge, l’autunno è il periodo perfetto per godere dei colori del paesaggio. Che sia mare o montagna, poco cambia: si rimane ugualmente affascinati.

Le località che abbiamo scelto per voi, mettono d’accordo tutti. Offrono un perfetto mix tra storia, arte e, naturalmente, enogastronomia. L’autunno siciliano offre alcuni piatti davvero deliziosi, a base di prodotti stagionali, ricchi di sapore e gusto.

Borghi Siciliani da Vedere in Autunno

Il nostro viaggio comincia da Palazzolo Acreide. Siamo in provincia di Siracusa, in una delle località del Val di Noto dichiarate Patrimonio dell’Umanità Unesco. Capire perché non è difficile. Secoli di storia hanno lasciato tante testimonianze e, tra queste, quelle più significative sono indubbiamente quelle barocche. Lasciatevi trasportare dalla magia del luogo, senza dimenticare di gustare i cavati e la salsiccia locale.

Incastonata nelle Madonie, invece, troviamo Gangi. Siamo in provincia di Palermo, in uno scrigno prezioso che racchiude secoli di storia. Le origini del luogo si perdono nel mito. Engyon sarebbe stata fondata dai Cretesi, condotti da Minosse alla ricerca di Dedalo. L’uccisione di Minosse e la perdita delle navi avrebbero costretto i Cretesi a restare in Sicilia. Nell’850 d.C. circa i Saraceni conquistarono Gangi e vi costruirono la fortezza di Contrada Regiovanni e la torre cilindrica ai piedi del Borgo. Arrivarono poi i Normanni, nel 1067, poi fu la volta dei Ventimiglia, degli Angioini e di nuovo dei Ventimiglia. Nel 1296 Gangi passa agli Aragonesi.

Da un paesaggio all’altro, ci spostiamo a Borgo Cusenza, nel cuore della Riserva dello Zingaro. È un piccolo raggruppamento di case, ormai abbandonato ma ben conservato. Il tempo qui sembra essersi fermato a quell’epoca in cui era abitato. Si trova a circa 400 metri sopra il livello del mare e, fino alla fine del 1800, qui viveva una comunità totalmente autosufficiente di 14 famiglie. Qui si coltivavano cereali, in particolare un grano antico, la timilia, e ortaggi; intorno al borgo c’erano distese di ulivi e vigneti.

Il nostro viaggio prosegue alla scoperta di Rometta, in provincia di Messina. Venne fondato in epoca bizantina e, dopo una lunga resistenza, venne occupato dagli arabi. Nel territorio vi sono testimonianze risalenti alla prima età del neolitico e all’età del ferro, così come si trova una necropoli del V-III secolo avanti Cristo. Proprio a Rometta nacque la comunità greco-latina che, in fuga dai centri della costa, cercò rifugio dalle devastanti invasioni vandale. Ben presto il borgo assunse un preciso ruolo strategico, grazie alla sua posizione. Dall’alto delle sue mura e delle sue torri si controllava un buon tratto dell’antica strada che da Messina conduceva a Palermo. Chi possedeva il controllo militare di questa potente città-roccaforte, possedeva la chiave per prendere Messina.

L’ultimo suggerimento è un po’ particolare ed è per gli amanti dei luoghi misteriosi. I Villaggi Schisina sono sette borghi abbandonati nelle campagne siciliane. Si tratta di Schisina, Borgo San Giovanni, Bucceri-Monastero, Pietra Pizzuta, Malfìtana, Piano Torre, Morfia. La Regione Siciliana li ha costruiti nel 1950, sulla Strada Statale 185 di Sella Mandrazzi, allo scopo di adibirli ad abitazioni per i contadini assegnatari delle terre circostanti, facenti parti di ex latifondi. Costituivano l’unica frazione di Francavilla di Sicilia (Messina).

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