Basiluzzo è uno degli isolotti di Panarea, nelle Isole Eolie. Sebbene le sue dimensioni non siano grandi, ha una grande storia e, ancora oggi, mantiene vivo l’interesse degli esperti. Vi piacerebbe scoprire cosa rende unico questo piccolo “fratello” delle 7 sorelle Eolie? Facciamo un tuffo nella sua storia e nelle curiosità.

Basiluzzo

La sua altezza massima è di 165 metri e la sua superficie è di 0,5 km². Si trova a meno di due miglia nautiche a Nord-Est di Panarea ed è uno degli isolotti minori dell’arcipelago vulcanico delle Eolie. Da un punto di vista geologico, Basiluzzo è un centro eruttivo formatosi circa 50mila anni fa e rientra proprio nel sistema vulcanico della sorella maggiore Panarea, che un tempo era molto più grande.

Nonostante l’attività vulcanica dell’isola sia terminata migliaia di anni fa, la zona marina a nord-est di Basiluzzo è stata interessata da eruzioni effusive in epoca recente: nel 2013 INGV e CNR hanno messo in evidenza una serie di camini idrotermali, sia attivi che estinti, che confermano l’esistenza di una attività vulcanica idrotermale nell’area offshore dell’isolotto.

Si può dire che Basiluzzo sia l’isolotto più interessante, tra quelli minori di Panarea, anzitutto perché è uno dei crateri più giovani delle Isole Eolie. Le sue dimensioni, peraltro, hanno permesso qualche piccolo insediamento e lo sviluppo dell’attività agricola. È costituito principalmente da riolite, un minerale di colore chiaro che si alterna con il nero lucido dell’ossidiana e il bianco della pomice.

Un po’ di storia

L’attuale porzione emersa è ciò che rimane di un collo vulcanico molto più esteso. Alcuni ritrovamenti dimostrano che l’isolotto fu frequentato sin dal neolitico: i reperti possono ricondursi al villaggio preistorico di Punta Milazzese, sul versante sud di Panarea.

Un altro importante ritrovamento è di epoca romana: si tratta di un pavimento a mosaico e di alcuni intonaci colorati, probabilmente parte di una villa. Adiacenti alla villa sono stati ritrovati una botte interrata per la raccolta delle acque e una piccola darsena.

Esiste inoltre una peschiera risalente allo stesso periodo, situata nei pressi dell’unico approdo dell’isola e sommersa a causa dei moti di bradisismo.  Fino agli inizi del XX secolo, Basiluzzo è stata utilizzata come terreno di pascolo e di coltivazione, in particolare di capperi.

Nel 1991, allo scopo di preservare l’ecosistema, è stata creata una riserva naturale integrale che, oltre all’isolotto in questione, comprende tutti gli altri scogli minori. Vige il divieto di sbarco, se non per scopi scientifici.

Basiluzzo ha un solo, piccolo scalo naturale, nella punta più orientale, da dove un antico sentiero conduce a uno spiazzo. Le coste dell’isola sono caratterizzate da scogliere a picco sul mare, mentre al centro si trova un ampio pianoro inclinato che nel corso dei secoli è stato utilizzato come sede di coltivazioni, pascolo ed abitazioni stagionali.

Circumnavigare questo isolotto è sicuramente un’esperienza interessante. Fra le rocce nascono piante di rosmarino, capperi garofani e palme nane. La parte pianeggiante, invece, è la casa di erica e lentisco. Il placido silenzio è interrotto dal mare che si infrange sulle coste e dal vento. Foto di Donniedarko1983 – Own work, CC BY-SA 4.0.

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