"Non avete molto tempo. Dovete intervenire subito perché mi ha detto che fra poche ore si ucciderà come una delle prime vittime della Balena Blu. E mi ha anche detto che le dispiaceva essere arrivata solo a metà percorso ma che non sopportava più di vivere. E che il gioco lo avrebbe terminato suicidandosi sui binari del treno". A parlare, in una telefonata disperata alle forze dell'ordine, è un'amica di una 15enne di Fiumicino (nome di fantasia Sara), caduta nel vortice della Blue Whale, la sfida al suicidio.

Il "curatore" che seguiva Sara aveva deciso per lei una morte tremenda: doveva infilare la testa sui binari del treno, aspettando che passasse, metre nelle sue orecchie suonava una macabra musica. Per fortuna, la sua amica di chat ha chiamato la polizia. "Il telefono ha squillato all’alba – ha deto all'AdnKronos la mamma della ragazzina –. Ho risposto col cuore in gola perché ho pensato fosse successo qualcosa. Era un poliziotto che mi informava che mia figlia era nel gioco della Blue Whale e che rispondeva alle sollecitazioni di un curatore che, di giorno in giorno, le ordinava le regole della sfida”.

"Mi sono ripetuta più volte che Sara aveva paura del dolore – ha detto la mamma – e che mai si sarebbe 'autolesionata'. E invece non era così. Ho dovuto ingoiare un altro boccone amaro perché quando le ho raccontato che sapevo ormai tutto e che sarebbe arrivata la polizia postale a sequestrare le chat, lei è scoppiata a piangere e mi ha fatto vedere un taglio sull’addome. Un taglio puntellato come se si fosse incisa con un oggetto appuntito. Era una delle tappe previste, mi ha poi spiegato".

"Quello che è successo a mia figlia può accadere a chiunque. Lei è sicuramente fragile ed – ha aggiunto – è quindi stata adescata in maniera più violenta. Non mi aveva mai detto nulla perché nel gioco il curatore le ordinava di far finta di niente. Credo che provasse una eccitazione mista a paura e quindi viveva nel silenzio. Così ha passato tre mesi senza uscire di casa. Andava soltanto a scuola, dove peraltro è molto brava. Io inizialmente ho pensato dipendesse dai conflitti che ci sono in famiglia e che sono rimasti inascoltati alle orecchie delle autorità informate dei fatti. Solo con i giorni mi sono accorta che invece Sara diventava triste e cupa".