Foto di Francesco OrlandoCastellammare del Golfo è un comune siciliano della provincia di Trapani. Noto per il suo ruolo storico di ‘Emporium Segestanorum’, fu luogo della famosa rivolta contro i ‘Cutrara’.

Città posta sulla punta Nord della provincia di Trapani, Castellammare del Golfo ha una storia antica che si identifica con l’antica città di Segesta, di cui era infatti il porto, l’Emporium.
A questo proposito, di essa parlano sia Erodoto che Tucidide che il Diodoro Siculo, che fanno risalire la nascita della città dunque al V secolo a.C.; di Castellammare ne parlò poi anche il geografo e storico Strabone con più precisi riferimenti.
Fu però solo con la venuta degli Arabi che venne edificato il primo nucleo abitativo, con la realizzazione del Castello ‘a mare’, poi ampliato dai Normanni, che divenne importante avamposto militare, specialmente degli Svevi, posto al centro delle battaglie che videro avvicendarsi, in Sicilia, angioini ed aragonesi. Nel 1314, Roberto d’Angiò conquista Castellammare e la guarnigione non sembra opporvi resistenza; dopo la conquista degli aragonesi, nel 1316, il fortilizio ritorna nelle mani di Federico II che per punire gli abitanti, escluderà il porto dalle attività commerciali dell’Isola.

La città tornerà a splendere solo dopo esser diventata terra baronale di proprietà di Federico d’Antiochia, il quale si curerà di utilizzare il porto come luogo per le esportazioni di grano, soprattutto rivolte nell’entroterra, un ruolo che le calzò a pennello fino a tutto il Cinquecento; nello stesso periodo, il Castello venne protetto da ben due cinte murarie, una edificata nel 1521 e l’altra nel 1587. Il XVI e il XVII secolo saranno caratterizzati da scarsa presenza abitativa, tanto da indurre Giacomo Alliata a richiedere la lecentia populandi al Regno di Napoli, un privilegio concesso ai baroni del Regno di Sicilia, di popolare un feudo ormai abbandonato; dal momento che Castellammare fu un borgo prettamente legato al suo porto e alle sue vicende commerciali, nel 1630 furono solo 790 gli abitanti, in prevalenza marinai e addetti al carico-scarico. In compenso, il paese si espande sia in direzione Nord che in direzione Sud, per tutto il corso del Seicento e infine del Settecento. Ed è proprio nel Settecento che il paese conosce una svolta: viene frazionato il latifondo su cui si estende il territorio, per poterlo coltivare soprattutto a viti; un evento che richiede l’immediato intervento di nuova e specializzata manovalanza. Numeroso divenne dunque il ceto contadino, che nel corso del XVIII secolo passò da 3.800 unità a ben 6.000, nel giro di poco meno di venti anni.

Uno sviluppo rigoglioso e improvviso, che portò alla nascita della città moderna, attorno al nucleo fondante del fortilizio arabo. Fondamentale importanza la continuò ad assumere il porto, da cui per molto tempo, passarono anche le storiche tonnare. Ora, agricoltura e pesca stanno lasciando il passo al turismo: molteplici sono infatti le strutture ricettive e di intrattenimento sorte sul territorio, e non pochi sono i turisti, attratti anche dalla vicina Riserva naturale orientata dello Zingaro.
Oltre al castello ‘a mare’, denominato così per via della ‘scalinata’ di origini arabe, ovvero un bastione che dal fortilizio portava direttamente al porto, a Castellammare rimane da vedere la chiesetta di Maria Santissima Annunziata, antica struttura del XVI secolo sita in zona di Cala Marina. Davanti la torre principale del Castello, si trovava la cosiddetta ‘vasca della regina’, ovvero uno specchio d’acqua naturale delimitato da scogli, che prende il nome dal fatto che si supponesse fosse proprio la regina a farne uso.
Di notevole importanza, è anche la chiesa della Madonna della Scala, la cui edificazione è legata ad un’antica leggenda popolare del 1641. Ma non è la prima leggenda legata al territorio di Castellammare; secondo la tradizione, gli abitanti del posto iniziarono a venerare la Madonna Santissima del Soccorso, per via di un conflitto in atto tra gli spagnoli di Filippo V e gli inglesi di Vittorio Amedeo II di Savoia, in cui la città si ritrovò suo malgrado coinvolta.

Il 13 luglio del 1718, dal Castello furono sparati dei colpi di cannone volti a difendere gli Spagnoli e a spaventare gli Inglesi, ma furono i castellammaresi a spaventarsi, per via della reazione furibonda degli Anglosassoni. Gli abitanti invocarono così a Maronna di l’assuccursu, per chiedere aiuto; essa apparve così vestita di bianco, dal monte prospiciente il mare, circondata da una schiera di angeli. La visione spaventò così tanto gli Inglesi, che furono costretti a battere in ritirata. Un’effigie in maiolica della Madonna, risalente alla seconda metà del Cinquecento, riposa presso la Chiesa Madre; ogni anno, il 21 agosto, i castellammaresi rappresentano ancora la battaglia in costumi del tempo, sullo sfondo di colorati giochi pirotecnici. All’interno dell’edificio religioso principale della città, sono custoditi anche affreschi di Giuseppe Tresca e un’acquasantiera del Seicento.
Da non perdere, è sicuramente la chiesa del Purgatorio, una struttura trecentesca con dipinti del Seicento e del Settecento. Importante è anche la chiesa Madonna del Rosario, sita in un borgo accanto al Castello, che si pensa sia stata eretta in periodo normanno.

Sulle pareti del monte Inici, sempre nell’area del comune di Castellammare del Golfo, sorgono inoltre diverse grotte naturali. La prima, più importante, è la Grotta di Santa Margherita, posta a 15 metri sul livello del mare; la cavità custodisce pitture databili tra il XIII e il XIV secolo, e sono inoltre state rinvenute, poco distanti, nel corso di un’esplorazione, tracce di un impianto che si occupava della preparazione del garum, la salsa liquida a base di pesce che gli Antichi Romani usavano come condimento di molti dei loro piatti.
Sempre su monte Inici, si trova l’Abisso dei Cocci, una cavità con uno sviluppo di ben 2.000 metri. Particolarmente nota è anche la Grotta dell’Eremita, con uno sviluppo di 4.500 metri, e la Grotta della Ficarella, una cavità subacquea presente nella riserva naturale dello Zingaro, situata a 14 metri di profondità.
In contrata Ponte Bagni si trova invece uno stabilimento termale risalente alla metà del Novecento. L’acqua sulfurea, che sgorga a 44 °C, alimenta anche la cosiddetta Grotta della Regina, una cavità antica che in epoca romana veniva utilizzata come sauna.

Ma Castellammare del Golfo è anche nota per la cosiddetta rivolta contro i “Cutrara”, ovvero una sommossa popolare, accaduta il 2 gennaio del 1862. All’indomani dell’introduzione della leva obbligatoria, 400 giovani armati fecero irruzione nell’abitazione del Commissario di leva e nella dimora del Comandante della Guardia Nazionale, il gruppo li trucidò senza esitazione ma non senza pagarne le conseguenze. La reazione dei piemontesi non si fece infatti attendere: il giorno dopo due navi da guerra, attraccarono al porto di Castellammare carichi di bersaglieri, che fucilarono un gruppetto di persone estranee al fatto, tra cui anche una bambina di 9 anni e 4 disabili.

Autore | Enrica Bartalotta

Foto di Francesco Orlando

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