Ciò che resta del Castello di Capo d’Orlando ci racconta l’importanza che l’edificio ebbe un tempo. Secondo la leggenda, fu Carlo Magno a costruirlo per onorare il paladino Orlando, sul Monte della Madonna che domina la cittadina.

La Storia del Castello

In origine, la sua pianta occupava tutto il pianoro sommitale. Probabilmente fu innalzato nel XIII secolo, su alcune fondamenta più antiche. Nel 1296 veniva chiamato castrum nel 1296. Nel 1299 vide la battaglia combattuta nelle acque sottostanti dai fratelli Aragona per il dominio della Sicilia. Un solo trono, infatti, era troppo piccolo per tutti e due, che avevano grandi ambizioni.

Alla fine del Trecento, il Castello di capo d’Orlando fu utilizzato come fortino da Bartolomeo Aragona, che vi si asserragliò nel tentativo di resistere alla restaurazione dell’autorità monarchica di re Martino. Così il maniero fu assediato e distrutto da Bernardo Cabrera. Dell’originario castello, ormai in rovina, rimase soltanto una torre, utilizzata tra i secoli XVI e XVII per l’avvistamento dei pirati barbareschi.

Nel 1598, narra la leggenda, San Cono lasciò la statuetta della Madonna ai guardiani. Grazie ad una stampa di Willem Schellinks (1613), si è scoperta l’esistenza di varie costruzioni sulla sommità del monte. Dai racconti di Vito Amico si evince che, nel 1750, il castello divenne anche osteria, chiesa ed approdo.

Ne divennero proprietari prima Giovanni Antonio Sandoval (appartenente una delle famiglie spagnole più potenti), poi Bernardo Joppolo Ventimiglia Fardella, nel 1811. Agli inizi del XIX secolo il monte fu interessato da frane e movimenti tellurici.

Questo periodo coincise con quello dell’arrivo dei Cappuccini. Negli anni vi sono stati numerosi interventi di restauro. Dal 1981 al 1984 vennero consolidate le fondazioni, nel 1994 si restaurarono i resti del castello e in seguito sono stati fatti alcuni interventi sul Santuario.

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