Alicudi e allucinazioni: ecco tutta la storia.

  • La selvaggia isoletta siciliana viene anche chiamata Isola delle Donne che Volano.
  • Questo nome non è casuale, poiché è legata ad alcune particolari allucinazioni.
  • Scopriamo la leggenda di Alicudi che unisce realtà e immaginazione.

C’è davvero tanto da dire a proposito di Alicudi. Questa meravigliosa isola delle Eolie ha custodito un’anima selvaggia e senza tempo. In un posto così, non possono certo mancare le leggende, come quella che vogliamo raccontarvi oggi. In realtà, non si può definire una vera e propria leggenda, perché unisce una componente di realtà non indifferente. Avete mai sentito parlare del fenomeno delle allucinazioni ad Alicudi? Un tempo era nota come l’Isola delle Donne che Volano, proprio perché gli abitanti vedevano cose strane. Siamo certi di avervi incuriositi, quindi vi diciamo subito di cosa si tratta.

Per comprendere meglio questo fenomeno, dobbiamo prima capire cosa rende unica l’isola di Alicudi. Come è ben noto, si tratta di una delle più selvagge della Sicilia. Un vero e proprio paradiso di quiete, in cui rigenerare il corpo e lo spirito, con paesaggi e mare spettacolare. Qui non ci sono strade per le automobili, ma solo tante mulattiere e innumerevoli gradini. E soprattutto, nonostante i pochissimi abitanti ci sono tante storie suggestive come poche. Un intreccio tra fantastico e reale, paranormale e irrazionale che sicuramente contribuisce a donare al piccolo isolotto un’aura misteriosa e affascinante di un certo livello. Storie tramandate dal passato e ricordate ancora dagli arcudari rimasti, con tutte le possibili discrepanze dovute a testimonianze passate ormai divenute quasi leggende o “sentito dire”. Cerchiamo di capire di più.

Isola delle Donne che Volano: perché?

Il mistero che vi sveliamosi ci porta indietro attorno ai primi anni del Novecento. Allora Alicudi, non era un’isola dedita alla pesca, bensì a prevalenza agricola. Era, inoltre, molto più abitata. Si coltivavano prevalentemente ulivi, viti, alberi, ortaggi e la segale, quest’ultima per trasformarla poi in pane. Ecco, tenete a mente proprio la segale, perché è quella la chiave di tutto. Ma andiamo con ordine. Dal 1902, e per qualche anno, la popolazione cominciò ad avvistare “donne che volavano”, che si trasformavano in corvi, oppure uomini in barca che tagliavano le trombe marine, ombre avvolte nella nebbia o animali che poi svanivano nel nulla. Iniziarono così le allucinazioni ad Alucudi.

Una realtà parallela quindi, tra l’altro condivisa: tutti o quasi gli abitanti rivelavano di avere questo tipo di visioni “non razionali” all’epoca. Una vera e propria allucinazione collettiva, che è stata spiegata in maniera scientifica un bel po’ di anni dopo. Volete sapere qual è la spiegazione? Ebbene, la segale con cui si era panificato in quegli anni infatti, dal 1902 al 1905 (il momento di allucinazione collettiva più massivo) aveva subito un’infestazione fungina, rendendola nera (segale cornuta). Gli arcudari la utilizzarono comunque, non sapendo che la segale cornuta contiene il principio attivo dell’LSD, potente allucinogeno. Cosa successe, dunque?

A quanto pare, dunque, tutti gli abitanti sono stati inconsapevolmente sotto l’effetto di allucinogeni per circa 3 anni. Nonostante il chiarimento, tutto questo non ha affatto smontato il mito e le storie rimangono nella testa delle persone, tramandate dai propri parenti e amici. Alicudi è rimasta l’isola “delle donne che volano”, e questo titolo non può che aumentarne l’alone mistico e di interesse. Oltre a tutti i suoi altri splendori evidenti. Per approfondire, si consiglia la visione del documentario Alicudi, l’isola analogica, facilmente reperibile online. Adesso sapete cosa lega le allucinazioni ad Alicudi! Foto Valerio De Carlo.

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