Avete mai sentito parlare dei Cento Pozzi di Ragusa?

Le fondamenta della città sono bucherellate da antiche cisterne, scavate nell’epoca preistorica e visibili sia nelle grandi piazze che nei piccoli vicoli. Il complesso dei Cento Pozzi, in particolare, comprende anche un’antica catacomba e rivela una città di epoca bizantina.

Certe tradizioni e dicerie, a proposito di diavoli e fantasmi, sono nate proprio in questa epoca. Una vecchia leggenda, in particolare, vuole che i pozzi siano canali di comunicazione, dei quali si servivano i diavoli per spuntare dall’inferno, posizionato al centro della terra.

Questi diavoli tentavano le giovani donne ragusane e facevano nascere litigi tra i cavalieri. Ancora oggi i ragazzi utilizzano questa scusa per giustificarsi da marachelle e fuitine.

In molti sono pronti a giurare di aver visto misteriose figure sgattaiolare dai pozzi, come se ci fosse un misterioso popolo che vive sottoterra. Non si tratterebbe soltanto dei diavoli, ma anche dei morti, che ogni tanto tornano a sentire l’aria di Ragusa.

Osservare i famosi cento pozzi, di fatto, fa un certo effetto. Sono profondi in media sei metri e alcuni sono ancora colmi d’acqua. La stessa acqua ha un valore sacrale e magico.

A circa 5 chilometri dalla contrada dei Cento Pozzi sorge la Grotta delle Trabacche, che merita una visita. Anche questo luogo è legato a una leggenda: il suo nome deriverebbe dal fatto che tre vacche, una volta entrate lì dentro, non ne vennero mai più fuori.

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