È siciliana la dottoressa che dirige il team delle Asl venete coinvolte nell’epidemia di Coronavirus. Francesca Russo è il direttore della Direzione Prevenzione e Sanità Pubblica della Regione Veneto, ma è originaria di Maletto (CT): ha studiato a Catania e, in seguito, ha assunto il ruolo dirigenziale.

L’attenzione dei virologi, al momento, è principalmente incentrata sul numero crescente di contagi, in Italia e in Europa. In un primo momento si è molto parlato dell’importanza di trovare il “paziente zero” del nostro Paese, ma adesso l’attenzione si è spostata sul dato contagi.

Francesca Russo ha spiegato a Repubblica che è si ipotizzache il virus «circolasse sotto traccia da tempo, insieme con il normale virus influenzale». È arrivato in Europa «in un momento imprecisato e ha dato luogo ai primi contagi in Germania, poi in Faccia e poi abbiamo avuto i nostri. Può essere stato portato in Italia da chiunque».

Bloccare il Coronavirus sarebbe stato impossibile, «essendo presente anche negli asintomatici». E quindi non si sa chi possa essere il paziente zero: «potrebbe essere uno straniero, ad esempio un turista tedesco, francese o cinese, oppure un italiano di rientro dall’estero».

La dottoressa Russo ha aggiunto che, nonostante l’ultima direttiva consenta di fare i tamponi solo ai sintomatici, non è stato un errore, prima, farne in larga parte anche agli asintomatici. «In questo modo, abbiamo capito che può risultare positiva anche la persona che non ha viaggiato e sta benissimo».

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