La chiesa Matrice di Castelbuono (Chiesa di Maria Santissima Assunta) ospita un’interessantissima cripta, con alcuni preziosi affreschi. Si trova al di sotto del presbiterio ed è un piccolo scrigno di colore, aperto al pubblico.

La cripta e il suo colore

Ciò che stupisce è la ricca presenza di affreschi, il cui colore continua a spiccare nonostante il passare del tempo. Vi sono scene di ogni tipo, con personaggi diversi, che sembrano prendere vita dalle pareti.

Cripta della Chiesa Matrice di Castelbuono - Foto Luisa Cassarà©

Foto Luisa Cassarà©

La chiesa risale al XIV secolo e i restauri hanno rimesso in luce alcuni elementi di una precedente costruzione del XIII secolo. Nel corso del tempo sono avvenuti diversi rimaneggiamenti e, attualmente, troviamo mescolati gli stili romano-gotico, gotico catalano e composito-chiaramontano.

LEGGI ANCHE: La Leggenda del Castello di Castelbuono

Le pareti sono riccamente affrescate, raffiguranti i cicli di vita, passione, morte e resurrezione di Gesù Cristo. Il prospetto della chiesa è adorno di un portale gotico-catalano con orlatura a foglie rampanti e di un portico a tre arcate a tutto sesto del XVI secolo che, originariamente, girava anche sul fianco della quarta navata.

LEGGI ANCHE: 10 borghi siciliani da visitare in inverno

Il campanile richiama lo stile di transizione romanico-gotico. Al centro è una bifora con colonnina marmorea, a cui si appoggiano due archetti ciechi poggianti su piccole mensole scolpite, raffiguranti figure mostruose. La cupola è spezzata da una corona merlata, da cui svetta il pinnacolo rivestito da mattonelle a smalto di gusto moresco.

Alle tre navate della chiesa, alla fine del XV secolo ne venne aggiunta una quarta, con soffitto a cassettoni con trabeazioni che poggiano su mensole scolpite. Sulle colonne sono stati scoperti i frammenti di affreschi trecenteschi con figure di santi e di martiri. Un frammento di pittura a encausto raffigurante lo Sposalizio di Santa Caterina, di scuola siculo-toscana si conserva accanto alla porta della sacrestia.

Foto: Foto Luisa Cassarà©

Articoli correlati