La missiva anonima sulla bimba scomparsa.

Da un po’ di mesi la scomparsa di Denise Pipitone è tornata sotto i riflettori mediatici. Tra segnalazioni, colpi di scena e false speranze, il caso della bimba sparita da Mazara del Vallo 17 anni fa continua a suscitare un grande interesse. Lo scorso maggio un misterioso testimone ha inviato una lettera all’avvocato Giacomo Frazzitta, legale della famiglia Pipitone. Nella missiva vengono rivelati dettagli importanti e si fa il nome di tre persone. In un primo momento, il contenuto è rimasto segreto, ma adesso è stato rivelato dalla trasmissione “Chi l’ha Visto?” di Rai3. Ecco, dunque, cosa si legge nella lettera anonima su Denise Pipitone.

Denise Pipitone lettera anonima: il contenuto

La trasmissione condotta da Federica Sciarelli si è spesso occupata della vicenda. Nella puntata di mercoledì 7 luglio ha mostrato al pubblico la lettera, in cui si legge: «Sono 17 anni che so dei fatti sulla bambina scomparsa Denise Pipitone e sono sicurissimo al cento per cento che è la realtà dei fatti. Io non ho parlato prima per paura. Nonostante tutto sto parlando adesso di quel poco che ho visto e che credo sia un indizio sicurissimo. Sono stati loro 100 per 100″. Pare, dunque, che a scrivere sia un uomo, che non ha dubbi sui responsabili: in particolare, si fa il nome di Gaspare Ghaleb, ex fidanzato di Gessica Pulizzi (sorellastra di Denise) e di due donne. I nomi delle due donne sono stati censurati. La lettera dice anche altro.

«La bimba gridava: “Aiuto mamma, aiuto”»

Nella lettera su Denise Pipitone si legge ancora: «Era di mercoledì, tornavo da lavoro intorno alle 12.30-13, abitavo in zona e c’era una fila di auto in coda perché a quei tempi c’era il mercato. Esce un’auto ad alta velocità e sorpassa le auto in coda, si mette correndo nella mia carreggiata e mi tocca specchio e auto, faceva caldo e avevo i finestrini aperti, mi sono accostato e ho guardato dal visore e vedo e sento una bambina gridare ‘Aiuto mamma aiuto’».  «Era un’auto blu scuro con al lato guida il tunisino, il ragazzo di Gessica Pulizzi. La bambina gridava forte, piangeva dicendo aiuto, ho sentito l’urlo. La bambina, come ho immaginato io era buttata dietro dalla signora che la teneva con i piedi oppure a fianco messa bassa perché la bambina tanto che gridava aiuto che l’altra donna si è girata e le ha messo le mani sulla bocca per non farla urlare. Credetemi io ero fermo e ho visto tutto, ho paura di parlare, ho famiglia e figli ma andate al sicuro, sono loro tre. Sono stati loro al cento per cento».

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