Multato per un aggettivo di troppo: il ministero dell'Agricoltura ha inflitto una maxi-multa da 770 euro a un fruttivendolo, colpevole di aver scritto su un cartellino faglioni siciliani e non italiani. La notizia, che ha del surreale, è stata riportata da Il Tirreno. Nel corse degli abituali controlli di Agecontrol (agenzia pubblicaper i controlli per conto del ministero delle Politiche Agricole) nel negozio di Gianni Endrizzi, un'etichetta ha attirato l'attenzione: sulla fattura dei due colli di fagiolini la provenienza indicata è "Sicilia". 

Secondo i controllori, ci potrebbe essere qualcuno che non sa dove si trovi la Sicilia. Dopo quattro mesi, quindi, al fruttivendolo, è arrivata una multa da 770 euro, perché "Ometteva l'indicazione del Paese d'origine 'Italia' sul cartello apposto accanto ad una partita di fagiolini freschi esitata per la vendita al dettaglio (…) ove veniva riportata la dicitura 'siciliani'".

In seguito alla diffusione della notizia, Matteo Salvini ha colto la palla al balzo per commentare la vicenda: Con tutte le schifezze che ogni giorno entrano e si vendono in Italia lo Stato rompe le palle a un commerciante per i fagiolini siciliani.

Comprensibilmente sconsolato il fruttivendolo: "Capisco se avessi tentato di truffare – dice uno sconsolato Endrizzi – scrivendo una provenienza falsa, ma in questo caso non c’è nessuna intenzione di dichiarare una cosa non vera. Penso che in questi controlli ci voglia del buon senso e siano ben altre le truffe e le contraffazioni. Faccio questo lavoro da 24 anni e la gente mi conosce, i clienti li mantieni offrendo un prodotto di qualità, che senso avrebbe cercare di truffarli?".

Foto: Il Tirreno