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Una crosticina dorata, i bordi leggermente croccanti e un interno che conserva la morbidezza della ricotta: queste frittatine si mangiano volentieri ancora calde, appena il tempo di lasciarle scolare. Il formaggio grattugiato aggiunge sapidità, mentre il pepe accompagna il gusto della ricotta di pecora senza coprirlo.

La ricotta fritta sa di cucina di casa e di piccoli espedienti. Per invogliare i bambini a mangiare la ricotta, bastavano poche uova e una padella. Una preparazione legata al modo di cucinare delle nonne, che sapeva trasformare pochi ingredienti in qualcosa di invitante.

Quale ricotta scegliere e come farla sgocciolare

Per questa ricetta scegliete una ricotta di pecora fresca e compatta. Il suo gusto resta riconoscibile anche dopo la cottura; se preferite un risultato più delicato, potete utilizzare quella vaccina, purché sia ben asciutta.

La sgocciolatura è il passaggio da organizzare in anticipo. Il siero in eccesso rende il composto troppo fluido: le frittatine si allargano in padella e diventano difficili da girare.

Sistemate la ricotta in un colino sopra una ciotola, copritela e lasciatela in frigorifero per una notte, fino a 24 ore se necessario. Il fondo del colino non deve toccare il siero raccolto.

Come friggere la ricotta senza romperla

Questa versione della ricotta fritta siciliana si prepara al cucchiaio, senza impanare le fette e senza aggiungere farina. Formate piccole porzioni con due cucchiai e appiattitele appena: cuoceranno uniformemente e saranno più facili da voltare.

Lasciate spazio fra una frittatina e l’altra e mantenete una fiamma moderata. Un calore eccessivo scurisce la superficie prima che il centro sia cotto. Aspettate che sotto si formi una crosticina e che i bordi comincino a rassodarsi, quindi girate delicatamente con una paletta.

Olio d’oliva per una frittura dal gusto più deciso

Per friggere la ricotta abbiamo utilizzato olio extravergine d’oliva, proprio come facevano le nonna. Un tempo, l’olio che si produceva con le olive dei propri alberi era quello che si usava ogni giorno in cucina, anche per friggere. Abbiamo voluto mantenere questa tradizione, e ci piace quel gusto un po’ più deciso che lascia alle frittatine.

Sceglietene comunque uno delicato, per non coprire la ricotta. Scaldatelo senza farlo fumare; se preferite un sapore più neutro, vanno bene anche l’olio di arachide o quello di girasole.

Il punto delicato: girare le frittatine

Nel composto non ci sono farina né pangrattato, quindi finché sotto non si è formata la crosticina la ricotta è ancora morbida e si apre. Se le girate troppo presto si sfaldano, se aspettate troppo la base scurisce.

Il momento giusto è quando i bordi si sono rassodati e la frittatina si stacca da sola scuotendo leggermente la padella.

Ingredienti

  • 500 g di ricotta di pecora
  • 2 uova fresche
  • 50 g di formaggio grattugiato
  • Un pizzico di sale
  • Pepe q.b.
  • Olio extravergine d’oliva q.b.

Procedimento

1. Sistemate la ricotta in un colino sopra una ciotola, facendo attenzione che il fondo non tocchi il siero raccolto. Coprite e lasciate sgocciolare in frigorifero per una notte, fino a 24 ore secondo la sua umidità.

2. Trasferite la ricotta ben scolata in una terrina e lavoratela con una forchetta. Unite le uova, il formaggio grattugiato, un pizzico di sale e il pepe. Mescolate fino a ottenere un composto omogeneo, morbido ma non liquido.

3. Versate in una padella larga abbastanza olio extravergine d’oliva da coprire il fondo. Scaldatelo a fuoco medio, senza farlo fumare.

4. Con l’aiuto di due cucchiai, prelevate piccole porzioni di composto e adagiatele nell’olio caldo. Appiattitele leggermente con il dorso del cucchiaio, lasciando spazio fra una frittatina e l’altra.

5. Lasciate cuocere senza muoverle finché la base sarà dorata e i bordi cominceranno a rassodarsi. Giratele delicatamente con una paletta e completate la cottura dall’altro lato. Dovranno risultare dorate fuori e cotte anche al centro.

6. Scolate le frittatine su carta assorbente, senza sovrapporle, e servitele ancora calde.

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