Aria fine, profumo di montagna, vista mozzafiato: Gangi è un vero e proprio gioiello. Il borgo delle Madonie, in provincia di Palermo, sembra sorgere direttamente dalla pietra, appoggiato sul monte Marone, e racchiude secoli di storia.

Una lunga tradizione storiografica identifica la città greca di Engyon con Gangi. Engyon fu probabilmente fondata dai Cretesi, intorno al 1200 a.C., e chiamata col nome di una sorgente in essa presente. Dopo la distruzione, un nuovo insediamento sul Monte Marone prese il nome di Engio e in seguito di Gangi.

Le origini del luogo si perdono nel mito. Engyon sarebbe stata fondata dai Cretesi, condotti da Minosse alla ricerca di Dedalo. L’uccisione di Minosse e la perdita delle navi avrebbero costretto i Cretesi a restare in Sicilia. Nell’850 d.C. circa i Saraceni conquistarono Gangi e vi costruirono la fortezza di Contrada Regiovanni e la torre cilindrica ai piedi del Borgo. Arrivarono poi i Normanni, nel 1067, poi fu la volta dei Ventimiglia, degli Angioini e di nuovo dei Ventimiglia. Nel 1296 Gangi passa agli Aragonesi.

Tra il XVI e il XVII secolo il borgo ha vissuto un periodo di grande evoluzione sociale e culturale, ampliandosi ulteriormente e diventando il più popoloso delle Madonie. Molte chiese vennero trasformate o costruite ex novo. Si affermarono artisti notevoli come la coppia che usò lo pseudonimo “Zoppo di Gangi”, cioè Giuseppe Salerno e Gaspare Vazzano. Nel 1758 venne fondata l’Accademia degli Industriosi.

Cosa vedere a Gangi

La cinta muraria del Trecento racchiudeva la parte alta della città, che ancora conserva gli edifici più significativi. La parte bassa si sviluppa sulle vie ripide, strette e in salita, che portano al centro storico. Notevole la chiesa di San Paolo, edificata nel XVI secolo, così come la chiesa dell’Abbadia. Su corso Umberto I ci sono i palazzi più belli, come palazzo Mocciaro e il palazzo costruito dalla famiglia Bongiorno nel 1756.

Su piazza del Popolo si erge la Torre dei Ventimiglia, antica torre di avvistamento diventata torre campanaria durante la costruzione della Chiesa Madre. Altra Torre da scoprire è quella Saracena, ricordo della dominazione araba. Dal belvedere c’è un magnifico panorama. Accanto alla Torre dei Ventimiglia c’è la chiesa Matrice, al cui interno di trova la grande tela del Giudizio Universale di Giuseppe Salerno, che si firmava come “Zoppo di Gangi”.

Gangi

Gangi

Ancora, c’è la chiesa della Madonna della Catena, al cui interno troverete opere notevoli. Siamo su Corso Umberto, dove sorgono anche Palazzo Sgadari e la chiesa di San Cataldo.

Così siamo arrivati al Castello dei Ventimiglia, sorto nella prima metà del XIV secolo per volere di Francesco I Ventimiglia. Se siete interessati ai musei e alle gallerie d’arte, non perdetevi il Museo Civico-Archeologico e quello dei Cappuccini, così come la Pinacoteca Gianbecchina.

L’Itinerario Gaginiano è il percorso migliore per scoprire le opere della dinastia artistica del Gagini e, in generale, il territorio.

Cosa mangiare a Gangi

Tra i piatti tipici abbiamo la pasta ccu maccu, cioè ditaloni conditi con purea di fave verdi e il castrato al forno con patate. In alternativa, baccalà fritto con finocchietto selvatico, tipico della Quaresima. I dolci caratteristici sono la cucchia (frolla ripiena di mandorle) e i mastacuttè (biscotti con succo di fichi d’India). Un delizioso prodotto locale è il caciocavallo di Gangi. Rinomata anche la salsiccia secca.