I grani antichi tornano a riempire i campi in Sicilia: i contadini che stanno passando al biologico e al recupero delle sementi locali crescono di anno in anno e mettono in piedi filiere che fanno bene non soltanto all'agricoltura, ma anche alla cultura. Ufficialmente si parla di 500 ettari ma, stando a quanto riportato da Repubblica, c'è chi parla di 3.000. Le varietà locali sono tante: "Ho convertito 100 ettari dell'azienda familiare a grano locale – spiega Giuseppe Li Rosi – e sono il custode di tre varietà locali, Timilia, Maiorca e Strazzavisazz".

IL RITORNO DEI GRANI SICILIANI CONTRO LE MULTINAZIONALI

Ognuna di queste varietà occupa almeno 10 ettari e i custodi si impegnano anche nella ricerca storica, per mantenere la purezza del seme. Li Rosi è anche il presidente dell'associazione Simenza, cumpagnia siciliana sementi contadine, che unisce settanta produttori. Nei campi di Simenza c'è una selezione naturale che fortifica le spighe e non ha bisogno della chimica: si adatta alle condizioni ambientali, alla composizione e all'esposizione del terreno. Il risultato biologico è soprendente e la biodiversità permette di avere una migliore competitività contro le specie infestanti e un naturale adattamento al cambiamento delle condizioni climatiche. A beneficiarne, è anche il paesaggio: importanti cambiamenti sono avvenuti sui Nebrodi, sulle Madonie e sui Peloritani.