La Grotta delle Cento Scale è un’affascinante attrazione di Scicli (Ragusa). Era il 1977 quando i due fratelli Marinero decisero di costruire un presepe perenne, una città in miniatura con i suoi personaggi, le casette, le luci. Per scoprirlo bisogna avventurarsi in questa misteriosa grotta, un antico passaggio ricavato lungo i cento gradini che conducevano dalla sommità del colle di San Matteo fino a valle.

Destinazione del percorso è una sorgente d’acqua dolce (ancora oggi presente), di primaria necessità in caso di assedio nemico o quando gli sciclitani dovevano nascondersi se la vedetta annunciava l’arrivo delle navi saracene. Queste arrivavano abbastanza di frequente. Siamo proprio nella “pancia” del colle. L’accesso avviene dall’antico quartiere di Santa Maria La Nova e il percorso nelle viscere della terra, scavato dall’uomo, doveva condurre fino al letto di un millenario fiume carsico sotterraneo.

A ricavare lo spazio furono gli abitanti di Scicli, che scelsero di usare quel passaggio come unica via per la sommità di San Matteo, dove in epoca antica si sviluppava il centro fortificato dell’abitato. Le Scale sono davvero cento, e anche di più e possiamo dire che questa grotta rappresenta un tesoro, cui se ne aggiunge un altro.

Il presepe dei fratelli Marinero è, senza ombra di dubbio, molto prezioso: si arrampica sulle pareti rocciose, illuminato e abitato dalle statuine.