Alla scoperta dei Borghi Siciliani più Belli.

  • Gangi, il borgo-gioiello della Sicilia.
  • Aria fine, profumo di montagna e vista mozzafiato sulle Madonie.
  • Le sue origini si perdono nel mito: ecco cosa lo rende unico.

I borghi delle Madonie sono pietre preziose incastonate nella montagna. Il colpo d’occhio è davvero spettacolare: basta spaziare con lo sguardo per abbracciare il verde della natura e i colori delle case. Oggi abbiamo pensato di fermarci in uno dei borghi più belli di questa zona: Gangi, il Borgo dei Borghi del 2014. La cittadina sembra sorgere direttamente dalla pietra, poggiato sul monte Marone. Gli storici la identifica con la città greca di Engyon, probabilmente fondata dai Cretesi intorno al 1200. Prese il nome da una sorgente in essa presente. Dopo la distruzione, un nuovo insediamento sul Monte Marone prese il nome di Engio, quindi la denominazione che conosciamo oggi. Queste sono solo le premesse del nostro viaggio. Proseguiamo insieme per saperne di più.

Gangi Borgo delle Madonie da scoprire

Le origini del luogo si perdono nel mito. Engyon sarebbe stata fondata dai Cretesi, condotti da Minosse alla ricerca di Dedalo. Nell’850 d.C. circa i Saraceni conquistarono Gangi e vi costruirono la fortezza di Contrada Regiovanni e la torre cilindrica ai piedi del Borgo. Arrivarono poi i Normanni, nel 1067, poi fu la volta dei Ventimiglia, degli Angioini e di nuovo dei Ventimiglia. Nel 1296 la cittadina passò agli Aragonesi. Tra il XVI e il XVII secolo visse un periodo di grande evoluzione sociale e culturale, ampliandosi ulteriormente e diventando il più popoloso delle Madonie. Molte chiese vennero trasformate o costruite ex novo. Si affermarono artisti notevoli come la coppia che usò lo pseudonimo “Zoppo di Gangi”, cioè Giuseppe Salerno e Gaspare Vazzano. Dopo la storia, è la volta di fare due passi nel borgo.

Una visita tra chiese, torri e quadri preziosi

La cinta muraria del Trecento racchiudeva la parte alta della città, che ancora conserva gli edifici più significativi. La parte bassa si sviluppa sulle vie ripide, strette e in salita, che portano al centro storico. Notevole la chiesa di San Paolo, edificata nel XVI secolo, così come la chiesa dell’Abbadia. Su corso Umberto I ci sono i palazzi più belli, come palazzo Mocciaro e il palazzo costruito dalla famiglia Bongiorno nel 1756.

Su piazza del Popolo si erge la Torre dei Ventimiglia, antica torre di avvistamento diventata torre campanaria durante la costruzione della Chiesa Madre. Altra Torre da scoprire è quella Saracena, ricordo della dominazione araba. Dal belvedere c’è un magnifico panorama. Accanto alla Torre dei Ventimiglia c’è la chiesa Matrice, al cui interno di trova la grande tela del Giudizio Universale dello  “Zoppo di Gangi”. Ancora, c’è la chiesa della Madonna della Catena. In corso Umberto si trovano anche Palazzo Sgadari e la chiesa di San Cataldo. Il Castello dei Ventimiglia è sorto nella prima metà del XIV secolo per volere di Francesco I Ventimiglia. Se siete interessati ai musei e alle gallerie d’arte, non perdetevi il Museo Civico-Archeologico e quello dei Cappuccini. Scoprite la storia delle “mummie di Gangi“, così come la Pinacoteca Gianbecchina. L’Itinerario Gaginiano è il percorso migliore per scoprire le opere della dinastia artistica del Gagini e, in generale, il territorio. Quindi dedicatevi all’enogastronomia: ecco cosa gustare.

Tra i piatti tipici di Gangi abbiamo la pasta ccu maccu, cioè ditaloni conditi con purea di fave verdi e il castrato al forno con patate. In alternativa, baccalà fritto con finocchietto selvatico, tipico della Quaresima. I dolci caratteristici sono la cucchia (frolla ripiena di mandorle) e i mastacuttè (biscotti con succo di fichi d’India). Un delizioso prodotto locale è il caciocavallo di Gangi. Rinomata anche la salsiccia secca. Foto di Carmelo Sorrentino.

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