Riceviamo e pubblichiamo una lettera inviata da Maria Gualniera, messinese, che sostiene l’operato del sindaco di Messina, Cateno De Luca. De Luca è in questi giorni al centro di numerose polemiche, a causa di un’ordinanza che impone un’ulteriore stretta e controlli più serrati sui viaggiatori dello Stretto.

Leggo di questi “attentati” al sindaco di Messina, Cateno De Luca. Sindaco dei Siciliani, sindaco della gente. Vengo a conoscenza del fatto che, probabilmente, lo si “vuol fare fuori”, annullando ordinanze e ogni altro tipo di iniziativa o proposta. Mi chiedo, com’è possibile.

Com’è possibile trovare il tempo di minare la carica di un sindaco, piuttosto che occuparci dell’emergenza sanitaria che ormai minaccia, da mesi, il nostro paese? Com’è possibile trovare il tempo per queste “faide”, piuttosto che essere solidali? Credo che il mondo oggi abbia bisogno di amore. Di protezione. Questa Italia che piange in ginocchio, chiede un abbraccio. Non è il tempo di lotte politiche. Non è il tempo di divisione. È il tempo della fratellanza.

Della comunione. Ma ad oggi assistiamo a un triste scenario che ci porta solo altro dolore. Il sindaco De Luca prima di essere sindaco è un uomo. Un uomo con coscienza e cuore. Un uomo che si sta facendo in quattro per tutelare tutti noi cittadini, figli della stessa terra. Seppur con modi discutibili, grida al mondo la sua verità. La verità di chi sa quanto la nostra Sicilia abbia per troppo tempo sofferto. Sofferto a causa di quella cattiva politica e organizzazione che l’ha portata a diventare così quasi “scomoda”. Si, perché nessuno vorrebbe lasciarla la Sicilia, eppure in molti devono farlo.

Abbiamo visto il futuro di noi giovani cancellato. Abbiamo visto le istituzioni che ci hanno abbandonato. L’abbiamo vista maltrattata, discriminata. Come fossimo un’isola invisibile. O talvolta, un’isola di convenienza, per chi ci viene a farsi le vacanze. Adesso che qualcuno, invece, questa meravigliosa terra la difende e la protegge, altri la vogliono ancora una volta danneggiare. E quindi, no. Non ci sto.

Abbiamo bisogno di attenzione, di cure. E Cateno questo lo sa e lo sa anche fare. Perché Cateno, prima di tutto è nostro fratello. È il padre di questa Messina che sta cullando. E quindi grazie. Grazie perché avevamo bisogno di te. Te che con poco, ci stai dando tanto. Te che stai lottando e che per noi, comunque vada, hai già vinto. Eternamente grati. E comunque, con te.

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