L’importanza del Mirto in Sicilia.

  • Quando si parla di questa pianta, non si pensa subito alla Sicilia, eppure la nostra isola ospita questo arbusto in abbondanza. E c’è di più.
  • In provincia di Messina c’è un paese denominato proprio Mirto, poiché sorto nei pressi di una estesa presenza dell’omonima vegetazione.
  • Chiamato anche Murtidda, è legato alla ricorrenza dell’Immacolata Concezione.

Il Mirto (Myrtus communis) è una pianta aromatica, una delle più comuni della macchia mediterranea. Nel Sud Est della Sicilia è facile reperirlo allo stato selvatico: qui viene chiamato “Murtidda“. Del mirto di Sicilia si parla poco, eppure è molto diffuso e, inoltre, si lega ad alcune usanze. L’arbusto può raggiungere i tre metri di altezza, con ramificazioni sottili. La corteccia è rossastra e spicca tra il fogliame di colore verde scuro. In estate produce tantissimi fiori bianchi, profumati e di piccole dimensioni. Ai fiori seguono i frutti commestibili. Le bacche hanno un colore nero o bluastro. Talvolta sono bianche, a seconda della varietà di mirto.

In Italia viene chiamato anche“Mortella“, un nome legato alla mortadella, perché essa veniva aromatizzata con foglie di mirto. Il nome “Murtidda”, invece, si utilizza solo in Sicilia. Le foglie hanno proprietà aromatiche, astringenti, rinfrescanti e balsamiche. I frutti freschi hanno potere disinfettante e stimolante. Il mirto siciliano si usa come pianta aromatica, ma anche o ornamentale. Specie in passato, questa veniva usata per adornare il presepe, gli altarini e le edicole votive. La pianta era inoltre comunemente utilizzata durante numerose festività civili e religiose, anche per fini gastronomici con i suoi frutti, infatti, ancora oggi, si preparano ottimi liquori.

Le usanze del mirto siciliano

La pianta sarebbe sacra alla Madonna. A Palermo si era soliti utilizzarla l’8 dicembre, nella ricorrenza dell’Immacolata. Anticamente i venditori ambulanti gridavano: “A murtidda, a murtidda,.. ppi-ddivuzzioni si mancia a murtidda“.
Con le sue fronte si ornano cappelle e altarini dei santi: tanto nelle solennità religiose quanto nelle feste civili, i ramoscelli di mirto sono adoperati come ornamento, da qui il proverbio usato anche figuratamente: “Ogni festa havi la sò murtidda“.

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