L’antica tradizione dei dolci conventuali siciliani.

  • Nel Monastero del Ss. Rosario di Palma di Montechiaro si preparano le ricette della tradizione.
  • Le monache, attraverso una ruota, servono i celebri “Ricci” del Gattopardo, ma non solo.
  • Si possono assaggiare muccuneddi, pasta reale con cedro e torroni morbidi con mandorle e pistacchio.

Non si finisce mai di conoscere la storia e le prelibatezze della pasticceria siciliana. Accanto ai dolci più rinomati, quelli che spingono i turisti alla ricerca dell’eccellenza, ve ne sono alcuni che custodiscono una saggezza antica. Si tratta di ricette che hanno preso vita tra le mura silenziose dei monasteri e che, ancora oggi, in alcuni monasteri vengono preparati con cura. A Palma di Montechiaro, il Monastero del SS. Rosario delle Benedettine è un luogo di pace e raccoglimento. Qui vivono ancora tre monache di clausura: Suor Maria Nazzareno, Suor Maria Rosaria e Suor Raffaella. Ci troviamo nei luoghi del Gattopardo, nella Sicilia antica, in cui i racconti si intrecciano alla storia autentica. Luoghi in cui si tramanda l’antica tradizione dei dolci conventuali di Sicilia.

Le ricette del Monastero del SS. Rosario di Palma di Montechiaro

Le monache di Palma di Montechiaro, infatti, sono dedite alla produzione artigianale. Sono molto famosi i biscotti ricci ma, in quanto a bontà, non temono il confronto con ricciarelli, muccuneddi, paste nuove, pasta reale col cedro e torrone morbido con mandorle e pistacchio. Bontà e dolcezza, un toccasana per il corpo e per lo spirito. Si cucina ogni settimana e i vassoi vengono venduti attraverso una ruota che permette anche di ricevere i doni delle persone. Le monache, infatti, vivono di carità e offerte. La vendita dei dolci è un modo per sostentarsi.

Al Monastero del SS. Rosario delle Benedettine si preparano dieci tipi di dolci, con mandorle rigorosamente siciliane. Tutto l’anno, poi, si trova anche la frutta Martorana, mentre a Pasqua ci sono gli agnelli di pasta reale. La ricetta è quella della tradizione. La chiesa è aperta al pubblico per le funzioni religiose e le monache rimangono dietro le grate a pregare. Qualora vi trovaste a Palma di Montechiaro, è una tappa consigliata. Un modo per conoscere la Sicilia e quella sua preziosa tradizione dolciaria che ha preso vita nei monasteri. Foto: Michele UrsinoLicenza.

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