Il viaggio alla scoperta della Sicilia ci porta oggi a conoscere meglio il mulino di Caronia. Ci troviamo nella splendida gola di Passo del Corvo, sulla sponda destra del Torrente Caronia. Le caratteristiche della struttura, insieme al contesto naturalistico, lo rendono una meta particolarmente interessante.

Lungo il percorso si incontra una grande varietà di vegetazione erbacea e arbustiva, in buona parte tipica degli ambienti fluviali – come tamerici, oleandri e salici – e della macchia mediterranea – come lentisco, ginestra ed euforbie. Nei pressi del mulino troviamo leccio, roverella e qualche frassino.

Altrettanto interessanti sono le peculiarità geologiche e geomorfologiche. Lungo i versanti sono frequenti gli affioramenti rocciosi arenacei e quarzarenitici, strutture tettoniche e contatti stratigrafici. Lungo l’alveo ci sono invece depositi alluvionali, costituiti da sabbie, ciottoli e blocchi arrotondati, anche di grandi dimensioni. Questo testimonia l’incessante azione di modellamento e dell’energia dell’acqua.

Le caratteristiche del mulino di Caronia

Realizzato nel 1863, conserva tutti gli elementi tipologici e formali che ne hanno permesso il funzionamento all’inizio del secolo scorso, per la produzione di farina.

Il canale di raccolta, realizzato in pietra e a sezione rettangolare, consentiva di convogliare l’acqua dal torrente ad una grande vasca posta a monte della struttura; allo stato attuale del canale si conservano soltanto pochi metri, ma in origine doveva essere ben più lungo.

Si tratta di uno dei tre mulini originariamente presenti lungo il Torrente Caronia. Degli altri, però, rimangono solo alcuni ruderi, rimangono testimonianza di una fiorente tradizione agricola di questo comprensorio dei Nebrodi, risalente al secolo scorso.

L’attività del mulino si sarebbe interrotta a causa di una distruttiva alluvione del torrente, che smantellò gran parte del canale di raccolta dell’acqua.