Dopo 5 anni riapre il Museo Pitrè di Palermo.

  • Dal 10 marzo 2021 riapre il museo che custodisce usi e costumi del popolo siciliano.
  • È rimasto chiuso per 5 anni e torna con diverse novità.
  • Ecco tutti i dettagli.

Nuova vita per il Museo Pitrè di Palermo, che riapre le porte dei suoi spazi dedicati a preziose testimonianze di usi e costumi del popolo siciliano. Si potrà visitare dal 10 marzo 2021, naturalmente con tutte le limitazioni imposte dall’emergenza sanitaria in corso. I lavori di ristrutturazione hanno creato nuovi spazi e rinnovato le esposizioni. Nel nuovo allestimento si è aggiunta una nuova sala dedicata proprio a Giuseppe Pitrè, che accoglie un ritratto firmato da Eleonora Arangi, ma non solo. Vi sono anche degli oggetti del celebre studioso siciliano, come il pennino, il calamaio, gli occhiali, la scrivania da lavoro. Un angolo della sala è dedicato a Giuseppe Cocchiara. Saranno aperte al pubblico anche le cucine reali e l’antico teatrino dei pupi di Cocchiara che è stato restaurato dal museo delle marionette Antonio Pasqualino. Le donazioni dei privati degli ultimi anni si sono aggiunte agli oltre settemila reperti della collezione. Conosciamo meglio questo prezioso museo siciliano.

Cosa vedere nel Museo Pitrè

L’impianto originario del Museo Pitrè di Palermo fu creato nel 1935 dall’etno-antropologo Giuseppe Cocchiara che diresse il museo per trenta anni. È stato rifatto secondo un progetto di Giuseppe Pagnano che nel frattempo è morto. I lavori sono quindi proseguiti con la direzione di Carmelo Russo. Pagnano ha creato 16 sezioni museali.  Nel patrimonio del museo c’è anche una biblioteca con oltre 24 mila volumi tra cui alcune preziose cinquecentine, manoscritti e testi rari. Il museo Pitrè venne fondato nel 1910 dal medico etnologo che lo aveva concepito come custode di quella “parte della storia che i dotti non hanno scritta, ma che il popolo ha lasciato nei suoi costumi, nelle sue usanze, nelle sue credenze, nei suoi riti”. Giuseppe Pitrè si era dedicato alla raccolta e allo studio delle testimonianze degli usi e costumi, dell’arte e della vita del popolo siciliano. Fu Giuseppe Cocchiara ad allestire il museo nella “Casina Cinese” che alla fine del Settecento era stata realizzata dall’architetto Giuseppe Venanzio Marvuglia all’interno del parco della Favorita.

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