Abbiamo deciso oggi di approfondire l’origine dell’aggettivo mischinu. La lingua siciliana è molto bella e ricca di parole da scoprire, che affondano le radici in epoche lontane. In questo caso, dobbiamo andare parecchio indietro nel tempo. Ma procediamo con ordine.

L’aggettivo, traducibile in italiano “poverino”, è usato per mostrare compassione nei confronti di qualcuno. A tutti è capitato di utilizzarlo o di ascoltarlo.

Questa famosa parola siciliana deriva dall’arabo dall’arabo miskīn e ancora prima dall’accadico muškēnum “mendicante” e, attraverso le parlate romanze della Penisola Iberica, si è diffuso in altre lingue romanze. Anche quelle parlate l’hanno presa in prestito dall’arabo. In spagnolo, ad esempio, esiste il termine “mezquino”, che potrebbe essere la base per il francese “mesquin”. Diverso il caso dell’italiano “meschino”. Rimangono alcuni dubbi, perché potrebbe essere arrivato dal provenzale.

Dalla parola mischinu ne derivano altre. Famosa tra l’altro, è l’espressione “mischinu a mia!”, cioè “povero me!”. Esiste anche il verbo “mischinijari“, ossia “commiserare”.

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