Palazzo Adriano, nell’entroterra siciliano, è l’ultimo comune della provincia di Palermo prima di addentrarsi in quella di Agrigento. Ci troviamo alle pendici del monte delle Rose. La località è di origine arbëreshe e appartiene all’eparchia di Piana degli Albanesi.

Gli abitanti conservano il rito bizantino nell’ufficiatura della liturgia, pur avendo dismesso l’uso della lingua arbëreshe.

Questo centro nel cuore della Sicilia è famoso per essere stato tra i set del film Nuovo Cinema Paradiso, che ha vinto il premio Oscar. Vanta una storia ricca di eventi, in cui spicca l’incontro tra culture e riti diversi: greco-albanese e latina. Si tratta di un’oasi verde di pace, serenità e cultura. Come uno smeraldo, incastonato in un suggestivo territorio, conquista i visitatori anzitutto per il suo paesaggio naturale.

Nel centro storico si trovano piazza Umberto I, dal taglio ampio e armonioso, con la seicentesca fontana, le chiese, il castello, le antiche cittadelle e gli archi.

Palazzo Adriano storia

Una pagina importante nella storia di Palazzo Adriano è stata scritta a partire dal XV secolo, quando un gruppo di militari albanesi, gli arbëreshë, si insediò nella zona ormai disabitata ripopolandola.

Con la caduta delle ultime resistenze albanesi capeggiate da Giorgio Castriota Skanderbeg, numerosi albanesi dovettero abbandonare l’Albania per fuggire all’avanzata devastante turca, raggiungendo la Sicilia e insediandosi nel piccolo casale costruito da pastori e contadini. Con le altre andate migratorie provenienti anche dalla Morea albanese, il casale crebbe di popolazione e di sviluppo.

Attraverso i secoli gli arbëreshë mantennero intatta la loro cultura e continuarono a parlare la lingua madre albanese, fin quando, dal XIX secolo, non entrarono nel paese famiglie provenienti dai territori vicini.

La natura di Palazzo Adriano

Dal punto di vista naturalistico, troviamo la valle del Sosio, ricca di vita animale e vegetale. Qui vi sono le uniche e rare testimonianze geologiche dell’era permiana: la “pietra di Salomone” il più grande dei blocchi, la “mecca dei Saraceni”, accessibile sulla cima grazie ad una scala intagliata nella roccia.

Una Rosa Peonia

In queste ambiente si erge la montagna delle Rose, il cui nome deriva dalla crescita spontanea di rose peonie senza spine, che fioriscono nel mese di febbraio.

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