Oggi vogliamo approfondire una piccola curiosità: sapete perché chi viene tradito è chiamato cornuto? Sembra una domanda banale, ma non lo è affatto. Non tutti, infatti, conoscono il motivo per i quali si utilizza proprio questa forma di insulto. Scopriamolo insieme, con l’aiuto di Alessandra Cancarè.

Perché si dice cornuto per offendere qualcuno

Quando in Sicilia vuoi offendere qualcuno puoi dire di tutto e di più, ma ci sono parole che pesano più di altre, come quella di cui vogliamo parlarvi oggi: cornuto. Poche lettere per un significato che, ammettiamolo, è noto a grandi e piccini. Ma perché si dice proprio così?

Nello stesso istante in cui un siciliano si sente dire cornuto o si vede davanti qualcuno che solleva la mano con indice e mignolo alzati, si assiste ad un evento da non perdere: la trasformazione di un uomo. Avete presente l’Incredibile Hulk? Stessa cosa!

Le vene iniziano a gonfiare, le narici si allargano, le labbra si distorcono, nel viso appare tutto lo splendore del technicolor e dalla bocca iniziano ad uscire parole indecifrabili che non risparmiano le prime, le seconde e le terze generazioni di chi l’ha offeso. Ebbene si, la parola cornuto per il siciliano è una grande offesa.

Lo si sente dire in mezzo al traffico, per lo più, ma l’utilizzo più autentico è quello legato al tradimento. Ma perché chi viene tradito si becca proprio questo “epiteto”? Per conoscere la risposta, dobbiamo fare qualche passo indietro nel tempo, andando fino al Medioevo. Ebbene sì, è un bel salto indietro nel tempo.

Le origini dei cornuti

Il valore offensivo di questa parola è di origine medievale. Prima di allora, soprattutto in età romana, il cornuto era colui che rappresentava forza e potenza. Spesso i nomi romani venivano accostati a questo aggettivo. Anticamente erano addirittura un ornamento prestigioso. Gli dei venivano raffigurati con le corna. Anche il Mosè di Michelangelo è rappresentato con le corna.

La variazione di significato e la divulgazione in tutta Europa e in tutto il mondo si è avuta grazie alle truppe siciliane che Guglielmo II (detto Il Buono) inviò a Costantinopoli contro l’imperatore bizantino Andronico I Comneno. L’imperatore Andronico era una persona molto cattiva e perfida. Uccise l’imperatore Alessio II di cui era tutore, e, salito al potere pretendeva di fare tutto ciò che desiderava. Ma non solo: ci sono altri motivi per i quali è celebre.

Dato che non voleva farsi mancare nulla, Andronico era un Dongiovanni e si intratteneva con diverse donne, sposate e non. Quando era in compagnia di una donna sposata faceva incarcerare o picchiare il marito e faceva apporre all’ingresso dei loro palazzi teste di cervi o comunque animali con le corna. Questo per mostrare la propria potenza e il trionfo.

Ecco, dunque, il motivo per cui si iniziò a usare l’espressione “fare le corna” in relazione ai mariti cornuti. Ed ecco, dunque, perché un uomo tradito è chiamato cornuto. Ritornando ai siciliani, quando nel 1185 andarono a Costantinopoli e videro questi trofei appesi nei palazzi nobiliari, capirono il motivo dell’espressione cornuto. Quando rimpatriarono divulgarono questa curiosità alquanto singolare.

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