Il riconoscimento alla conduttrice di Rai1.

  • Premio Sebastiano Tusa a Donatella Bianchi, presidente del WWF Italia e storico volto di Linea Blu.
  • La consegna a Taormina in occasione dei Nations Award.
  • “Ricevere un premio nella meravigliosa Sicilia è un privilegio immenso”, ha detto la conduttrice.

Salvaguardia e tutela dell’ambiente sono state al centro della 15esima edizione del Nations Award di Taormina. La manifestazione, sotto l’alto patrocinio del Parlamento Europeo e della Regione Siciliana, non è solo una kermesse per il cinema italiano e internazionale, ma anche un momento dedicato alle tematiche della sostenibilità. In questa occasione si è ricordato Sebastiano Tusa, archeologo e assessore regionale prematuramente scomparso in un incidente aereo della Ethiopian Airlines. Il Premio delle Nazioni ha istituito un particolare riconoscimento alla sua memoria, che quest’anno ha portato la firma dell’artista Domenico Pellegrino.

Premio Sebastiano Tusa a Donatella Bianchi

Il premio in memoria di Sebastiano Tusa è stato assegnato a Donatella Bianchi, presidente di WWF Italia e storica conduttrice del programma di Rai1 “Linea Blu”. Proprio con il suo LineaBlu è stata molte volte in Sicilia, mostrandone le bellezze paesaggistiche e dedicando ampio spazio alle tradizioni del mare e dei luoghi più belli. «È stato un onore e un piacere per me – ha detto l’assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Alberto Samonà – consegnare, insieme alla Soprintendente del Mare Valeria Li Vigni, lo speciale Premio intitolato a Sebastiano Tusa, a Donatella Bianchi, Presidente del WWF Italia: una bellissima scultura a forma di rostro, realizzata dall’artista Domenico Pellegrino».

«Ricevere un premio nella meravigliosa Sicilia è un privilegio immenso – ha commentato Donatella Bianchi -. Grazie Alberto Samonà motivo in più per proseguire sulla strada della sostenibilità, anche sociale, e della protezione». La scultura realizzata da Domenico Pellegrino si ispira al lavoro dell’archeologo, in particolare all’ultimo dei “rostri” recuperato nel mare delle Egadi. Era stato proprio l’archeologo siciliano, infatti, a individuare, nel 2018, il prezioso reperto a nord-ovest dell’isola di Levanzo, ennesima testimonianza della storica battaglia navale che pose fine alla prima guerra punica con la vittoria di Roma su Cartagine.

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