50 minuti di lavoro in cambio di un pasto decente. L'iniziativa è di un ristorante giapponese. Mirai Shokudo si trovava nel quartiere Jinbocho di Tokyo. La proprietaria è l’ex ingegnere Sekai Kobayashi, 33 anni, l’unico membro del locale, che ha appena 12 posti oltre al tipico bancone in legno di fronte alla cucina. "Uso questo sistema perché so che ci sono persone affamate che altrimenti non potrebbero mangiare nei ristoranti perché non hanno soldi", ha detto Sekai alla stampa locale. Quando ha aperto il suo ristorante, il suo obiettivo è stato quello di creare "un luogo dove tutti siano i benvenuti e riescano a integrarsi".

Fino a qualche tempo fa, Sekai non era neanche mai stata in una cucina di un ristorante. Quando era ancora una studentessa si occupava del lato amministrativo e gestionale dei negozi. "Ogni anno al festival annuale dell'università, gestivo un caffè scarsamente illuminato pieno di libri. Eppure quel posto ha vinto il primo premio nel concorso per la popolarità del festival in tutti e quattro gli anni in cui ero studentessa. Ho persino aperto dei caffè in altri festival scolastici", ha detto la 33enne. Dopo la laurea, ha lavorato per qualche tempo come ingegnere presso IBM Japan, svolgendo un’occupazione lontana dall'industria alimentare e delle bevande. "Il mio primo insegnante mi diceva sempre che non è così brutto sperimentare il mondo esterno", ha spiegato.

Poi è arrivato Mirai Shokudo. "Per gestire il mio ristorante, ho adottato un modello open source, un sistema attraverso il quale il design del software è reso disponibile, gratuitamente, per il pubblico in modo che tutti possano migliorarlo", ha spiegato la ragazza. Sekai infatti condivide periodicamente il business plan e il fatturato del ristorante con i clienti, in modo da avere anche idee interessanti e innovative. La proprietaria afferma che ad oggi sono oltre 500 le persone, tra cui molti studenti universitari, che hanno lavorato nel suo Mirai Shokudo.