La nuova frontiera della domotica.

  • Il colosso dell’e-commerce Amazon punta su SmartBug.
  • Si tratta di un interruttore intelligente nato alle falde dell’Etna.
  • La start up catanese che lo ha inventato è stata selezionata per il programma “Amazon Launchpad”.

Ha conquistato Amazon, anche se non è ancora sul mercato: si chiama SmartBug ed è un interruttore intelligente, creato da una start up catanese. Un candidato ideale per rappresentare la nuova frontiera della domotica. Gli inventori di questo device innovativo sono stati selezionati per partecipare al programma “Amazon Launchpad“, una sorta di club esclusivo per i prodotti di qualità pronti a conquistare il mercato. Con il “bollo” del colosso dell’e-commerce e una tecnologia già sperimentata, la start up lancia una campagna di crowdfounding su Kickstarter: ci sarà un mese di tempo per testare il gradimento dei consumatori, rafforzando la reputazione aziendale prima dell’ingresso nel mondo Amazon e l’avvio della produzione vera e propria in Cina. Ecco i dettagli.

SmartBug, la domotica Made in Sicily

Il quartier generale di SmartBug è a Trecastagni, in provincia di Catania. I test hanno permesso allo spin off di NoviaCom srl (l’azienda in cui, nel 2019, è maturata l’idea) di diventare una start up. L’intuizione è semplice: riunire in un solo dispositivo, che si alloggia in una comune cassetta elettrica, una serie di funzionalità, come il controllo di luci, climatizzatori, riscaldamento, elettrodomestici, allarme, sistema di irrigazione. Questi sono solo alcuni dei comandi, perché essendo una piattaforma aperta, può accogliere anche gli “smart plug-in” creati da sviluppatori esterni. L’utente installa l’interruttore nella cassetta elettrica o lo attacca a una normale presa. Scarica sullo smartphone l’app collegata e così può automatizzare le funzionalità della casa, senza cavi né configurazioni di reti.

Amazon si innamora dell’interruttore intelligente Made in Sicily

«SmartBug utilizza il cloud di Amazon e Google per rispondere agli input degli utenti. Come Alexa, per intenderci» spiega il Cto e founder Giorgio Grasso, che all’Università di Messina dirige il laboratorio di Neuro-informatica e Scienze cognitive. Da una sua idea, sviluppata da un team che oggi conta 13 persone e vuole allargarsi con altre assunzioni, è nato questo interruttore che «si aziona con un dito, essendo touch, e funziona con una rete nesh intelligente auto-organizzante che comunica via radio. Il tutto – prosegue Grasso – è gestibile con la logica delle app che usiamo sullo smartphone, a costi molto accessibili: 49,90 euro. SmartBug ha solo bisogno della corrente elettrica ed è compatibile con tutti i sistemi elettrici mondiali, da 85 fino a 265 volt».

«Siamo stati aiutati da banche e business angel. – sottolinea Paolo Magnano, il direttore marketing -. La società adesso ha raggiunto un valore di 3,5 milioni. Kickstarter, oltre a incamerare ulteriori risorse economiche, ci permetterà di avere maggiore visibilità e aprire un canale di vendita preliminare. Questa campagna ci fornirà un parametro per la produzione; in altre parole sapremo quanti “pezzi” dovremmo commissionare alle due fabbriche che abbiamo scelto in Cina». L’interruttore intelligente sarà dapprima consegnato agli investitori che lo acquisteranno a prezzo scontato su Kickstarter; dopodiché i partner cinesi – entrambi nell’area di Shenzhen – assembleranno l’hardware e consegneranno i “pezzi” prodotti ad Amazon, che si occuperà di vendita, consegna e post vendita.

«A differenza dei nostri competitor, SmartBug non si potrà acquistare nei negozi fisici ma solo online. L’installazione del device dà diritto al superbonus 110%, con possibilità di ottenere agevolazioni fino a 15mila euro per casa. Oltre al mercato consumer, abbiamo individuato anche un segmento industriale orientato sulla sicurezza e un altro in ambito ospedaliero. SmartBug, tramite smartwatch e bluetooth, è in grado di misurare battito cardiaco e altri parametri vitali. Ciò permette di monitorare a distanza pazienti, anziani soli a casa, ma anche operai impegnati in attività rischiose», conclude Grasso.

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