Dimostrare davanti al giudice il tradimento del coniuge comporta la possibilità di chiedere la separazione con imputazione di colpa a carico dell'infedele, il cosiddetto "addebito": ma quali sono le prove che vengono richieste? Lo spiega il portale "La legge per tutti": bisogna attrezzarsi con foto, chat, sms ed eventuali testimoni.

Le prove documentali sono costituite da scritture private e atti pubblici: non è una prova documentale una fotocopia o un'email semplice (non certificata); non lo è neanche la stampa di una chat, un sms o una fotografia. Per queste ultime, infatti, si parla di "riproduzioni meccaniche", che hanno valore di prova solo se non contestate dalla controparte.

Ci sono poi gli sms e le email, considerati riproduzioni meccanichem come le chat e le conversazioni sui social. "Anche in questo caso – spiega il sito – l'eventuale stampa su carta di quanto appare a video può essere sempre contestata dalla controparte, ma se ciò non avviene tali documenti acquisiscono piena prova".

La giurisprudenza rimane divisa per quanto concerne le acquisizioni in violazione della privacy: secondo alcuni giudici, infatti, "le prove acquisite in modo illegale non possono essere utilizzate nel processo; secondo altri invece, l'utilizzo è sempre possibile, fatte salve però le conseguenze di carattere personale (penale e non) da far valere però in autonomo giudizio".

I testimoni, invece, possono deporre solo su fatti avvenuti in loro presenza o di cui abbiano conoscenza diretta: "se, invece, il testimone riferisce di aver saputo del tradimento perché rivelatogli da altri soggetti che non sono i coniugi, la sua dichiarazione è liberamente valutabile dal giudice".