La prima donna a esercitare ufficialmente la medicina

La storia della Sicilia è ricca di figure femminili che, oggi, possiamo definire leggendarie. Queste donne siciliane hanno saputo cambiare il corso degli eventi, grazie alla loro tenacia e alle loro capacità. L’ennesima dimostrazione in tal senso arriva da Virdimura, la prima donna ufficialmente autorizzata a esercitare la medicina e la chirurgia. Le notizie che possediamo in merito alle sue vicende non sono molte, però ci permettono di ricostruire abbastanza sulla sua figura.

Virdimura, la prima vera “dutturissa”

Era una ebrea catanese ed era sposata con Pasquale di Catania, che di professione faceva il medico. Aveva acquisito competenze tali, da poter esercitare la professione anche senza avere una licenza, ma non voleva accontentarsi. Per questo motivo, come si evince da alcuni documenti del 1376 conservati all’Archivio di Stato di Palermo, superò la prova di abilità con “lodabile fama”. Fu, dunque, proclamata a Catania “dutturissa“, dopo un accurato esame da parte dei fisici della corte reale. Fu ritenuta idonea all’esercizio dell’attività medica in tutto il Regno di Sicilia per “curare et praticare in scientia et arte medicina et fisice”.

Come si legge nella nota di merito del documento di abilitazione all’esercizio della professione medica, Virdimura curò donne, poveri e disabili: si distinse in particolar modo, non solo in quanto donna, ma anche per la sua generosità. Dopo la peste del 1347, molti dottori ebrei si trasferirono in Sicilia, creando una grande comunità. La storia di questa donna medico, della prima donna ufficialmente autorizzata ad esercitare la medicina, è un altro di cui racconti da conoscere e ricordare. Un racconto della tenacia e della capacità autenticamente siciliana di raggiungere traguardi importanti.

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