Come ricordato in più occasioni, l’Italia è un Paese a elevata sismicità. Da Nord a Sud si sono verificati numerosi terremoti, alcuni dei quali dalle conseguenze devastanti. I recenti episodi che hanno colpito la Sicilia hanno innalzato i livelli di allerta: gli esperti sono concordi nell’affermare che non bisogna comunque lasciarsi trascinare dagli allarmismi, pur invitando alla prudenza e alla consapevolezza.

A tal proposito, vi proponiamo una mappa della pericolosità sismica in Italia realizzata nel 2004 dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, che mette in evidenza le zone più a rischio: l’Appennino centro-meridionale presenta una colorazione che corrisponde al forte rischio sismico e anche in Sicilia, purtroppo il rischio è elevato. Per quanto riguarda l’Italia settentrionale, l’estremo Nordest è a rischio terremoti, in particolare il Friuli Venezia Giulia. Meno sismico il Nordovest.

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“Con pericolosità sismica si intende lo scuotimento del suolo atteso in un sito a causa di un terremoto. Essendo prevalentemente un’analisi di tipo probabilistico, si può definire un certo scuotimento solo associato alla probabilità di accadimento nel prossimo futuro. Non si tratta pertanto di previsione deterministica dei terremoti, obiettivo lungi dal poter essere raggiunto ancora in tutto il mondo, né del massimo terremoto possibile in un’area, in quanto il terremoto massimo ha comunque probabilità di verificarsi molto basse”, spiega l’Ingv.

A livello generale, a partire dal 2002, l’Italia è stata divisa in quattro zone proprio in base alla classificazione fornita dall’INGV:

  • Zona 1 – È la zona più pericolosa. Possono verificarsi fortissimi terremoti
  • Zona 2 – In questa zona possono verificarsi forti terremoti
  • Zona 3 – In questa zona possono verificarsi forti terremoti ma rari
  • Zona 4 – È la zona meno pericolosa. I terremoti sono rari.

Rischio Sismico: la mappa

Pericolosità Sismica: la mappa

Pericolosità Sismica: la mappa