Ci sono alcune abitudini legate al cibo che solo chi vive in Sicilia può capire. Sono abitudini, consuetudini, avvenimenti quotidiani che difficilmente si possono comprendere qualora non si viva in Sicilia. Vediamo insieme quali sono: se volete segnalarcene altre, scrivetele nei commenti!

  1. La domanda “Hai mangiato?”, da parte di una persona cara, è molto più importante di un classico “Come stai?”.
  2. C’è sempre un posto a tavola in più. Non ci sono problemi di spazio, ci si stringe senza problemi: ci sarà sempre una sedia per un commensale in più.
  3. “Ci arrangiamo con quello che c’è”, in realtà, significa che c’è davvero tanta roba. È che in Sicilia ci piacciono le porzioni abbondanti.
  4. A qualsiasi ora del giorno è lecito mangiare cibi dolci e salati. Si fa tranquillamente colazione con un bel pezzo di rosticceria appena sfornato, magari fritto, non bisogna essere rigidi quando si parla di cibo.
  5. C’è sempre un posto aperto in cui andare a mangiare, anche a tarda notte. Non abbiate paura di rimanere a stomaco vuoto, perché in Sicilia troverete sempre un posto aperto, con una discreta possibilità di scelta, per mangiare.
  6. La brioche non è il cornetto. È la brioscia, possibilmente con il tuppo.
  7. Un pranzo della domenica può durare ore. In realtà, può anche occupare l’intera domenica, tra una cosa e l’altra, perché il tempo che si finisce di chiacchierare, è già ora di cena.
  8. Si pranza e si cena “tardi“. Prima delle 13 si può ancora chiamare “colazione”, il pranzo comincia non prima delle 13.30!
  9. Il caffè al bar si serve insieme a un bicchiere d’acqua. E quel bicchiere d’acqua non si paga.
  10. L’anguria si chiama “mellone” e non ha nulla che vedere con il cantalupo.

Foto di Roberto Falsone