Alla scoperta dell’anatomia dei siciliani.

  • In Sicilia l’aspetto anatomico di una persona è sempre stato indicativo di numerose informazioni.
  • A conferma dell’importanza dell’argomento, c’è l’approfondimento di Giuseppe Pitrè a proposito dell’anatomia siciliana.
  • Ecco cosa si cela dietro l’aspetto fisico delle persone, secondo la cultura popolare della Sicilia.

Giuseppe Pitrè ha indagato moltissimi aspetti della vita in Sicilia e, naturalmente, dei siciliani. Attraverso le sue opere, ancora oggi veniamo a conoscenza di tradizioni siciliane, di costumi e di tanti aspetti folkloristici, alcuni dei quali dimenticati e poco noti. Tra le pagine più interessanti che il nostro antropologo ha scritto, ci sono sicuramente quelle legate all’anatomia dei siciliani. Questi approfondimenti rientrano nell’opera “Medicina Popolare Siciliana” (di cui vi abbiamo già parlato qui). Leggendoli, si rimane stupiti e affascinati: se non ci credete, vi consigliamo vivamente di procedere con l’articolo, perché la vostra curiosità si accenderà sempre più.

L’importanza della statura per i siciliani

Partiamo subito con una interessante osservazione. In Sicilia, secondo quanto spiega Pitrè, l’aspetto anatomico è sempre stato molto importante. È considerato un indice di numerose informazioni che identificano la persona. Stando alla tradizione popolare, le ossa vengono associate all’idea di forza e vigore e la statura gioca un ruolo importante nella società. Chi è alto è considerato senza valore, incapace di compiere qualsiasi cosa, come recita un proverbio: “È difficili trovuri un longu spertu e un curtu minchiuni”. A fronte di ciò, le cattive qualità spesso sono presenti nelle persone di bassa statura: curtu, malu cavatu (corto, mal formato). Anche la corporatura è importante nell’immaginario collettivo: la pinguedine, infatti, è indice di scarso ingegno e di volgarità.

Attraverso il colorito di una persona è possibile esprimere giudizi: una donna troppo chiara di carnagione è insensibile e non disposta all’amore, mentre un uomo troppo chiaro è debole di corpo e di spirito, scarso di propositi. Chi suda molto è un grande lavoratore e chi possiede molti peli, sia sulle braccia che sul viso è considerato un tipo virile e avventuroso. Chi ha una testa grande è intelligente, viceversa chi ce l’ha piccola è ingenuo e stupido. I nei sono testimonianza di bellezza, così come i “disii” (voglie): le macchie sulla pelle nascono, secondo il volgo, da un forte desiderio della madre durante la gravidanza. Pensate si finisca qui? Vi sbagliate! C’è ancora molto da conoscere.

Occhi, orecchie e naso

L’occhio è l’organo per eccellenza del nostro corpo, “jucarisi l’occhi” (giocarsi gli occhi) vuol dire appunto giocarsi tutto; gli occhi piccoli indicano furbizia; così come il prurito dell’occhio destro indica amore violento, quello dell’occhio sinistro, amore stanco. Se fischia l’orecchio destro indica che qualcuno parla male di noi, se l’orecchio sinistro, che qualcun ci sta lodando. Chi ha un grosso naso indovina le cose e conosce bene le persone; il muso indica il nostro stato d’animo e le labbra troppo rosse sono indice di sensualità. Chi possiede denti grossi è uno che si fa rispettare, chi non ha buoni denti è un bugiardo e cialtrone. Chi ha un collo corto è ipocrita. La mano piccola indica vita lunga, quella grande vita breve. Il fegato, che non è un organo molto conosciuto dal popolo, è associato all’idea di ira e nervosismo.

L’anatomia dei siciliani ci riserva ancora altre sorprese. Chi starnutisce durante una malattia è sulla via della guarigione, chi lo fa in buona salute sta per ammalarsi. Chi ride spesso è sciocco, chi non ride mai, invece, può essere pericoloso. Il cuore è l’organo del coraggio e dell’amore e chi è coraggioso possiede un grande cuore. La saggezza popolare ritiene, infine, che i vizi o le virtù si possano trasmettere di generazione in generazione: se una donna è onesta, la famiglia sarà altrettanto.

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