Il ritorno nei cieli di Sicilia.

  • L’obiettivo della Regione è far tornare l’avvoltoio grifone nel Parco delle Madonie.
  • È stato siglato un accordo di collaborazione scientifica.
  • Si tratta di uno tra i più grandi e maestosi avvoltoi europei

Reintrodurre l’avvoltoio grifone nel territorio del Parco delle Madonie, così come già avvenuto con successo nel Parco dei Nebrodi. Questo l’obiettivo della Regione Siciliana, tramite l’assessorato dell’Ambiente. Proprio questa mattina è stato firmato un Accordo di collaborazione scientifica. Attorno allo stesso tavolo si sono ritrovati l’assessore Toto Cordaro, il governatore del distretto 2110 Sicilia-Malta del Rotary International Alfio Di Costa, i presidenti del Parco delle Madonie, Angelo Merlino, e di quello dei Nebrodi, Domenico Barbuzza, il sindaco di Isnello Marcello Catanzaro e il commissario straordinario dell’Istituto zooprofilattico sperimentale della Sicilia “A.Mirri” Salvatore Seminara.

Avvoltoio Grifone nelle Madonie

L’avvoltoio grifone (Gyps fulvus) è stato presente sulle Madonie fino agli anni ’50 del secolo scorso. È un uccello quasi mitologico, protagonista di fiabe e filastrocche che si perdono nella notte dei tempi. Si tratta di uno tra i più grandi e maestosi avvoltoi europei. Può raggiungere una lunghezza anche di 110 cm, pesare oltre 10 kg e misurare, ad ali spiegate, ben 2 metri e 80 cm. Per farlo ritornare nel Parco delle Madonie si punterà sull’esperienza maturata dall’ente Parco dei Nebrodi. Qui, da oltre due decenni, è partito un analogo progetto che nel corso del 2020 ha registrato 41 nidificazioni (di cui 31 concluse con l’involo) e una colonia stimata di circa 170 uccelli. L’accordo avrà una validità triennale.

«La tutela dell’ambiente, la biodiversità, la sensibilizzazione all’ecologia e la valorizzazione del territorio – sottolinea l’assessore Cordaro – rappresentano degli obiettivi importanti per il governo Musumeci. Crediamo che, in questo momento, ci siano tutte le condizioni per riportare il grifone sulle Madonie, mutuando l’esperienza ultradecennale già collaudata sui Nebrodi. Abbiamo voluto coinvolgere diverse realtà, pubbliche e private, proprio per poter raggiungere il risultato più facilmente».

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