Avere la ricetta del Biscotto della Badessa non è facile. Soltanto gli abitanti di Castroreale, uno splendido borgo in provincia di Messina, conoscono il segreto del dolce che più rappresenta il loro borgo. Chiamato comunemente Biscotto Castriciano, fu ideato e prodotto dalle suore Clarisse che, fino al 1866, abitarono il Monastero di Santa Maria degli Angeli.

Questo dolce esiste in due versioni, che si differenziano per la cottura. Ne troviamo, infatti, una morbida, che è il risultato di una prima cottura, e una più dura, che invece deriva da un ulteriore processo di essiccazione. A seconda della tipologia, cambiano anche la modalità di consumo: lo si può inzuppare, ad esempio, nella classica granita siciliana al limone, nella sua versione più dura.

Come abbiamo anticipato, la ricetta viene custodita gelosamente e tramandata da una generazione all’altra. Gli ingredienti, invece, sono noti: farina, lievito, strutto, zucchero, sale e aromi naturali (cannella, chiodi di garofano tritati e semi di anice). Il Biscotto della Badessa, dunque, è aromatico e delizioso. Un prodotto che sicuramente val bene una visita a Castroreale.

Il borgo di Castroreale

Il borgo di Castroreale, in provincia di Messina, è un prezioso scrigno di tesori. Qui vi è un perfetto equilibrio tra un contesto naturalistico pregevole e un notevole assetto urbano. Il paesaggio, infatti, accoglie la vista delle Eolie con i rilievi dei Peloritani e, più giù, dei Nebrodi, con pendii e crinali.

Le testimonianze del passato sono ben visibili, perché custodite con cura. Il nome deriva dal latino Castrum Ragale, cioè “castello del re”. Federico II d’Aragona, per premiare la fedeltà della città nel corso della guerra contro gli angioini, ordinò nel 1324 la costruzione ex novo del castello. Concesse, inoltre, il privilegio di città demaniale ed esenzioni fiscali a coloro che avessero stabilità la loro dimora all’ombra del fortilizio ricostruito. Da quel momento, il borgo assunse il nome di Castro e poi di Castroreale.