La chiesa del Carmine Maggiore di Palermo, splendido edificio e simbolo del quartiere Ballarò, apre le sue porte da sabato 4 maggio 2019. Il gioiello serpottiano apre alla fruizione turistica.

L’ingresso sarà quello di piazza del Carmine, tra le bancarelle del mercato storico, divenuto negli ultimi anni simbolo di rinascita multiculturale e sociale, meta turistica in crescente aumento.

Le visite sono a cura di Terradamare. Sarà possibile visitare la Chiesa del Carmine Maggiore di Palermo tutti i martedì, venerdì e sabato, dalle ore 11.30 alle 15.50. Il biglietto ha un costo di 2,50 euro.

La decisione di rendere la chiesa accessibile alle visite nasce per volontà del Rettore Padre Pietro Leta e della cooperativa, a seguito del grande interesse da parte dei visitatori, ad accedere al monumento in orari dedicati. È stata inoltre presentata la primitiva “Cappella della Pietà”, risalente all’XI secolo, e facente parte del primo corpo di fabbrica della chiesa carmelitana che sarà possibile ammirare durante le nuove visite, in attesa di un prossimo restauro.

Chiesa del Carmine Maggiore, anima di Ballarò

La chiesa permette di narrare diversi aspetti: dalla presenza dei carmelitani a Palermo, alla devozione verso la Madonna del Carmelo, fino alle evidenze artistiche, tra le più importanti in città e le sfumature antropologiche connesse con il quartiere e lo storico Mercato.

La chiesa, più volte riformulata, dall’XI secolo in poi, svela la teatralità delle colonne del Serpotta, l’eleganza e l’armonia delle opere del Gagini e la dolcezza delle fisionomie realizzate dal Novelli. Opera nell’opera è la cupola del 1680, curata in ogni suo elemento decorativo e simbolo essa stessa del quartiere, il suo impatto, tra i vicoli di Ballarò ci narra la forte connessione tra i telamoni e le maioliche e Palermo.

Per Terradamare rappresenta il collante definitivo di un racconto che, a partire dal Complesso Monumentale di Santa Chiara, proseguendo con la Torre medievale di San Nicolò fino ad arrivare alla Chiesa del Carmine Maggiore, permette un itinerario socio-culturale importante per la narrazione di Palermo tra monumenti e città.

Inoltre, proprio dal 4 maggio, data di partenza delle visite alla Chiesa del Carmine, sarà definitivamente commercializzato il biglietto unico di Terradamare che include i monumenti aperti al pubblico di gestione diretta della cooperativa: Torre medievale di San Nicolò, Chiesa del Carmine Maggiore e Real Teatro Bellini al costo di 5 euro.

“La chiesa del Carmine maggiore riapre i suoi tesori: la prima chiesa, la cappella del 1100, e la reliquia della sacra Spina della corona di Gesù. Questo momento avviene in collaborazione tra le realtà religiose e la comunità. Una testimonianza di carità, a partire dal recente pranzo con i poveri, tipica usanza della festività di San Giuseppe, promozione umana e territoriale, in dialogo con il territorio, nella vicinanza come religiosi, a memoria della fede di ognuno che si esprime nel lavoro di ogni giorno fino a portare il messaggio nelle proprie famiglie. Il risultato più grande del proprio cammino umano è vivere i momenti della fede in comunione “, ha detto Padre Pietro Leta, Rettore del Carmine Maggiore

“Da diversi anni Terradamare ha realizzato delle aperture serali della chiesa, fruizione, che attraverso un orario differente dalle aperture diurne dei siti monumentali, incitava gli stessi cittadini a riscoprire un gioiello di Palermo. Attraverso questi suggestivi momenti, si è iniziato un percorso di restituzione monumentale del sito, per, poi, oggi, giungere alla sua apertura quotidiana.

Un’ulteriore novità, al di là della consueta programmazione culturale nel valorizzare tutte le sfaccettature del sito, sarà l’utilizzo dell’ingresso su piazza del Carmine, tra le bancarelle del mercato storico e accesso eccezionale nella chiesa. La chiesa, simbolo quartiere, con la sua scenografica cupola permette di narrare la storia dei carmelitani, la devozione religiosa e la forte connessione antropologica con Ballarò”, ha aggiunto Rosalia Ceruso, Cooperativa Terradamare

“L’iniziativa di Terradamare, di apertura turistica del Carmine Maggiore, in collaborazione con l’ordine dei Carmelitani è determinante, perchè riguarda una città che grazie al turismo sta avendo degli incentivi molto importanti e riconnette e fa conoscere alcuni dei beni storici più importanti ai palermitani e lo fa a partire da un dialogo forte con il territorio dove sono inseriti.

Il lavoro della Cooperativa va ben oltre la fruizione turistica: permette ai palermitani e ai turisti di scoprire la storia artistica della nostra città in sinergia e in simbiosi con lo sviluppo e il rilancio del Mercato Storico di Ballarò, in cui si è impegnata in prima linea in tutti questi anni. E’ la migliore risposta a una possibile “turistificazione” della città, che, realtà come questa, in perfetta simbiosi con la comunità, prevengono”, ha concluso Massimo Castiglia, presidente della prima circoscrizione di Palermo.

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