A Palma di Montechiaro, in provincia di Agrigento, troviamo una delle opere più significative del barocco siciliano. Si tratta della Chiesa di Maria Santissima del Rosario, l’edificio sacro più importante della cittadina. Fu Fatta edificare dalla famiglia Tomasi di Lampedusa, fondatori e feudatari della città.

La Storia

La Chiesa di Maria Santissima del Rosario (Foto Wikipedia)

La storia della chiesa si lega indissolubilmente alla storia stessa del centro abitato. Palma di Montechiaro sorse nel 1637, nell’ambito del vasto fenomeno di ripopolamento dei latifondi dell’isola da parte de possidenti nobiliari. L’edificio si trova dove prima era situata la chiesetta di San Giuseppe, fondata nel 1644 dal ragusano don Vincenzo Ottaviano, venuto a Palma con i Tomasi.

Questa fu demolita e, in memoria, fu costruita nella nuova chiesa una cappella consacrata a San Giuseppe. L’atto di fondazione della chiesa madre è datato 2 ottobre 1666. La realizzazione della chiesa fu affidata al palmese Francesco Scicolone. La facciata fu successivamente progettata da Angelo Italia, uno dei primi architetti barocchi operanti in Sicilia.

Le caratteristiche

A caratterizzare la Chiesa di Maria Santissima del Rosario è anzitutto la sua posizione. Si trova, infatti, sulla sommità di un’ampia scalinata. È caratterizzata da una facciata, realizzata con conci di pietra delle cave del Casserino, chiusa tra due campanili, presenta due ordini soprapposti di colonne che rilevano dalla muratura e frontoni spezzati con un portale centrale e da due portali minori. È a pianta longitudinale con tre navate, transetto e cupola.

L’interno rivela un movimentato scenario decorativo in stucco di sapore neoclassico. In fondo alle navate è l’ampio presbiterio, cinto da splendide inferriate e due ricche cappelle intitolate al SS. Sacramento e alla Madonna del Rosario. Nella prima cappella a sinistra è l’urna contenente le reliquie di san Traspadano donate a Carlo Tomasi, nel 1666, dal cardinale Sforza Pallavicini. Numerose sono le reliquie conservate tra le quali quelle di santa Cecilia martire, san Luciano, san Bonifacio, san Pio, sant’Emiliano, sant’Elia, san Clemente, san Celso.

L’altare maggiore è opera del palermitano Giuseppe Allegra; la cantoria dell’organo in legno scolpito è di Calogero Provenzani, padre di Domenico.

Numerosi e pregevoli sono i dipinti custoditi nella chiesa e che sono stati realizzati da Domenico Provenzani, Gaspare Serenari e Raffaele Manzelli. Disposti a croce ai lati del Duomo furono costruiti i due oratori del SS. Sacramento e della Vergine del Rosario.

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