Ciccio Ingrassia, al secolo Francesco Ingrassia, è ancora oggi uno degli attori siciliani più conosciuti. Il suo nome è indissolubilmente legato a quello di Franchi Franchi: insieme a lui formò il famoso duo comico Franco e Ciccio, entrando nella storia del cinema italiano.

Biografia di Ciccio Ingrassia

Attore, regista e comico, nel corso della sua carriera è stato candidato diverse volte a molti premi. Nel 1991, per citarne uno, ha vinto il David di Donatello per il film Condominio, come miglior attore non protagonista nel ruolo del maresciallo Gaetano Scarfi. Insieme a Franchi girò più 100 film tra gli Sessanta e Ottanta, ma si distinse anche nel mondo dello spettacolo, con programmi di successo e apparizioni televisive. Partecipò anche a opere teatrali.

Ciccio Ingrassia nacque a Palermo, in via San Gregorio, nel quartiere del Capo. Era il 5 ottobre del 1922 ed era quarto di cinque figli di una modestissima famiglia. Sin dall’infanzia manifestò uno scarso interesse per l’istruzione e una propensione all’umorismo.

Il padre era muratore, la madre casalinga. Dopo la licenza elementare, si cimentò in vari lavori: barbiere, falegname, calzolaio e salumiere. Iniziò a esibirsi durante le feste di battesimo e di matrimonio, dove era solito mettere in scena “Agata, guarda, stupisci!”, uno sketch ripreso da Totò.

L’incontro con Franco Franchi

Nel 1944 debuttò sul palcoscenico dell’avanspettacolo e, nel dopoguerra, girò l’Italia con il trio “Sgambetta” – di cui facevano parte anche Enzo Andronico e il comico Ciampaolo – e come spalla di Gino Bramieri. L’incontro con Franco Franchi risale all’inizio degli anni Cinquanta.

Con lui lavorò in “Rinaldo in campo“, lo spettacolo di Garinei e Giovannini che segnò una tappa importante per la futura carriera del duo, che debuttò nel cinema con il film di Mario Mattoli “Appuntamento a Ischia” del 1960. Insieme hanno girato 150 film, compreso “Il giudizio universale” (1961, di Vittorio De Sica), “I due vigili” (1967, di Giuseppe Orlandini), “I due deputati” (1967) e “Il bello, il brutto e il cretino” (1968) entrambi di Giovanni Grimaldi.

La sua figura lunga e allampanata era un eccellente contrappunto naturale alle smorfie di Franchi. Ciccio era il saggio con qualche ombra di nobiltà, nonostante la sua sprovvedutezza. Non sono mancate occasioni di prestigio: “Due marines e un generale” (1966, di Luigi Scattini) con Buster Keaton, “Capriccio all’italiana” (1968), per il quale Pierpaolo Pasolini li ha voluti accanto a Totò, e “Pinocchio” (1971) di Luigi Comencini, che li ha scelti per interpretare il gatto e la volpe.

Ciccio Ingrassia attore e regista

Il successo cinematografico fu la chiave per essere sempre più presenti anche sul piccolo schermo, partecipando a trasmissioni ‘cult’ come “Canzonissima“. Negli anni ’70 Ciccio Ingrassia passò dietro la macchina da presa per dirigere “Paolo il freddo” (1974) e “L’esorciccio” (1975).

Nella sua carriera d’attore ha lavorato molto anche per il teatro e al cinema non sono mancati i ruoli drammatici. Federico Fellini lo ha scelto nel 1973 per “Amarcord”, Elio Petri per “Todo modo”, titolo con cui si aggiudica il Nastro d’argento come miglior attore non protagonista.

Una delle sue migliori interpretazioni, sempre accanto a Franco Franchi, è con il ruolo di Zi’ Dima (protagonista della novella pirandelliana “La Giara”) in “Kaos” (1984) dei fratelli Taviani. Tra le ultime interpretazioni “Domani accadrà” (1988, di Daniele Luchetti), “Il viaggio di Capitan Fracassa” (1990, di Ettore Scola), “Condominio” (1991, di Felice Farina).

Quest’ultimo gli è valso il David di Donatello come miglior attore non protagonista. Seguirono “Camerieri” (1995, di Leone Pompucci) e “Giovani e belli” (1996, di Dino Risi).

Nel 1992 Franchi e Ingrassia tornarono insieme per il programma di Raitre “Avanspettacolo” (1992), ma l’esperienza non ottenne il consenso sperato. Il 9 dicembre 1992 morì Franco Franchi.

«È andato via un fratello – disse Ciccio Ingrassia in occasione del funerale – il compagno di una vita professionale movimentata, vissuta insieme nel bene e nel male. Insieme abbiamo sofferto la fame, litigato su come porgere una battuta, sulle proposte da accettare e quelle da rifiutare. Alla fine le accettavamo tutte, per paura di rimanere senza lavoro. I nostri figli sono cresciuti assieme».

In quell’occasione ricordò anche gli screzi con Franchi: «Sembravamo Liz Taylor e Richard Burton: ci siamo separati più volte, pur sapendo che sul palco non potevamo fare a meno l’uno dell’altro. Qualcuno ci faceva rincontrare e tornavamo a lavorare assieme». Affetto da problemi respiratori, Ciccio Ingrassia è morto al Policlinico Gemelli di Roma, il 28 aprile del 2003.

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