Condé Nast Traveller si lascia incantare dalla Sicilia.

  • Nonostante il difficile periodo storico, l’isola continua a conquistare la stampa internazionale con il suo patrimonio di arte, cultura e bellezza.
  • La rivista di viaggi di lusso firmata Condé Nast ha inserito Palermo tra le città italiane da visitare.
  • Un segnale positivo che conferma la fortissima attrattività della regione siciliana.

Il fascino della Sicilia non conosce confini. Siamo ormai abituati a sentirne tessere le lodi dalla stampa internazionale, che non lesina consigli di viaggio e servizi speciali che ne decantano le bellezze. Dal Guardian alla CNN, passando attraverso Vanity Fair, nessuno riesce a resisterle. Il magazine Condé Nast Traveller, dedicato a viaggi di lusso e lifestyle, ha scelto di inserire Palermo tra le città indimenticabili ed eterne dell’Italia. “Da Nord a Sud, da Est a Ovest – si legge nell’edizione spagnola della rivista – l’ Italia non finisce mai. Migliaia di anni di storia, migliaia di opere d’arte nelle sue strade e nei suoi musei; una gastronomia che abbaglia il mondo intero, città cosmopolite che danno il tono alla moda e al design; stili di vita centenari integrati con l’ambiente, una miscela di culture e città che non si trova da nessun’altra parte”.

La magia della Camera delle Meraviglie

Insieme al capoluogo siciliano – unica città a rappresentare il meridione – ci sono Venezia, Milano, Bologna, Roma e Matera. Palermo viene inserita in elenco per uno dei suoi luoghi più particolari, ancora avvolto dal mistero: la Camera delle Meraviglie, la “stanza blu” nel cuore del centro storico. “Nel cuore del vecchio quartiere arabo, a pochi passi dal Palazzo Reale – si legge – si trova questa piccola stanza, quasi una cappella, completamente dipinta di blu notte e ricoperta di iscrizioni calligrafiche in oro e argento, la cui origine continua ad essere sconosciuta ai ricercatori”. “La sua storia – racconta Condé Nast – ha tutte le sfumature romantiche, o meglio ancora cinematografiche: una scoperta fortuita sotto spesse pareti di intonaco in un palazzo del XVII secolo a Ballaró, un entusiasmante restauro, frasi in arabo che non hanno perfettamente senso e che non concordano con studiosi”.

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