Un dolce che non manca in tavola a Natale.

  • Anche Collesano, in provincia di Palermo, ha la sua versione del Buccellato.
  • Si tratta di un dolce delizioso, il cui segreto sta nella farcitura.
  • Gli ingredienti si armonizzano in modo equilibrato, per un trionfo di gusto.

Possiamo dire che esistono infinite versioni di buccellati siciliani. Quella che scopriamo oggi si prepara in un piccolo centro in provincia di Palermo. Il Cucciddatu di Collesano non manca mai sulla tavola natalizia ed è molto apprezzato per il perfetto equilibrio dei suoi ingredienti. Il segreto sta nella farcitura, a base di  fichi, uva passa, mandorle, noci, zuccata, miele, cioccolato fondente e canditi. Il composto è avvolto da una frolla a base di acqua, farina, strutto, uova, zucchero e e latte. A completare tutto ci pensa una glassa di zucchero, decorata con cioccolato e scaglie di pistacchio.

Questi ingredienti, che conferiscono tipicità al dolce collesanese, fanno supporre che essi siano stati gradatamente rielaborati al tempo della dominazione araba. Si pensa, infatti, che risalgano al periodo in cui nel suo territorio si iniziò a coltivare la canna da zucchero, mentre dall’oriente veniva introdotto il pistacchio. Solo dopo la scoperta dell’America, sarà possibile l’inserimento del cioccolato, utilizzato sia per decorarne la superficie che per farcirne il contenuto.

Cosa rende unico il Cucciddatu di Collesano

In Sicilia ogni festa che si rispetti ha il suo dolce o il suo cibo tradizionale che, pur mantenendo nella sua generalità definite caratteristiche, viene a seconda delle località riproposto in varie forme e sapori. Il Cucciddatu di Collesano ha la forma di un vero e proprio biscotto, farcito e ricoperto con una glassa decorata. Ogni famiglia ha la sua personalissima ricetta, che si tramanda da una generazione all’altra. Nelle varianti, possono cambiare un po’ gli ingredienti, ma non cambia il delizioso gusto. Il modo migliore per provare questo dolce del Natale siciliano, è andare a Collesano!

Foto dal gruppo Facebook  “Quelli del Parco delle Madonie” – link

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