Tutti la conoscono come Fontana della Vergogna, ma il suo vero nome è Fontana Pretoria. Si tratta di uno dei simboli di Palermo e si trova nell’omonima piazza, nel cuore del centro storico e dinanzi Palazzo delle Aquile (il Palazzo Pretorio, appunto). Il nome con la quale tutti la conoscono, ha accresciuto il suo fascino: la “vergogna” deriva dalla nudità delle statue che la compongono, ma anche dal malcostume della politica. Non c’è ombra di dubbio sul fatto che rappresenti una delle fontane più belle della Sicilia. La realizzazione risale al 1554, a opera di Francesco Camillani a Firenze. Arrivò a Palermo nel 1581 e la sua storia è decisamente singolare. Oggi scopriremo insieme quella storia e anche i motivi per i quali la Fontana della Vergogna cela più di un mistero. Ma procediamo con ordine e capiamo anzitutto come e perché è stata realizzata.

Fontana della Vergogna Storia

Il nobile spagnolo Don Luigi Toledo, suocero di Cosimo I de Medici Granduca di Toscana, voleva abbellire il suo giardino con una fontana. Nell’opera originaria vi erano 48 statue, tra figure mitologiche e putti. Era destinata a uno spazio privato aperto ed era fronteggiata da una lunga pergola, con 90 colonne di legno. Don Luigi Toledo, però, morì nel 1552 e il figlio, indebitato, mise in vendita la fontana. Il Senato palermitano la acquistò. Venne quindi smontata in ben 644 pezzi e caricata sulle navi per il trasporto. Viste le dimensioni, per farle posto vennero demolite alcune dimore di piazza Pretoria. Il problema, però, fu che la fontana non arrivò completa: alcune sculture si erano rovinate, mentre altre erano state trattenute dal proprietario. Vennero così effettuati alcuni interventi di adattamento per ricomporre i pezzi arrivati a Palermo.

Quello che vediamo ancora oggi, è un bellissimo colpo d’occhio. Il modo migliore per ammirare la Fontana della Vergogna, è giungere da via Maqueda. Superati i Quattro Canti, basta girarsi sulla sinistra. Vi è un bacino centrale, circondato da quattro ponti di scalinate e da un recinto di balaustre. Da tre vasche concentriche inizia un gioco d’acqua che viene versata dalla sommità da un Bacco. Tutto intorno ci sono statue che rappresentano varie figure mitologiche, tra cui Venere, Ercole, Apollo e Diana. Vi sono anche rappresentazioni dei fiumi di Palermo: Oreto, Papireto, Gabriele e Maredolce. Guardando le statue, ci è una tensione verso il centro della fontana, un piacevole senso di movimento. Dentro la Fontana Pretoria si può anche camminare: durante il giorno è aperta, perfetta per scattare foto suggestive.

Leggende della Fontana della Vergogna

Non mancano le leggende legate alla fontana. Si narra che le monache di clausura del Monastero di Santa Caterina, mortificate e vergognate della nudità, evirarono le sculture le buio della notte. Ancora, c’è un’altra leggenda che riguarda la regina Giovanna, un racconto decisamente a luci rosse (lo potete leggere qui). C’è anche un piccolo mistero legato a una statua di Diana, priva della testa (ve ne abbiamo parlato qui). Tra verità e leggenda, una cosa è certa: la Fontana della Vergogna è uno splendore che merita di essere ammirato.

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