Giusy Pepi è stata ascoltata per circa quattro ore dal sostituto procuratore Giulia Bisello. Ha parlato della sua storia, non soltanto quella degli ultimi anni, ma anche quella legata a un passato difficile. Già ieri, interrogata dagli inquirenti, aveva fornito le sue motivazioni.

Antonino Ciavola, capo della squadra mobile di Ragusa, ha spiegato ieri in diretta a “Chi l’ha Visto?”: «La donna sta bene, ha raccontato le motivazioni che l’hanno portata ad allontanarsi e il suo disagio personale. Adesso la Procura della Repubblica valuterà la procedura».

Il marito, Davide Avola, ha spiegato di non volerla più vedere e l’ha accusata di abbandono di minori. I due hanno 5 figli, dei quali uno soltanto maggiorenne.

«Se può essere denunciata per avere abbandonato i figli? Ha commesso un reato ma in questo caso sussistono delle giustificazioni, perché versava in condizione di pericolo. Quindi il suo comportamento antigiuridico può essere giustificato», ha aggiunto il capo della Mobile di Ragusa.

«Giusy Pepi – ha rivelato – ci ha riferito di vivere in una situazione di restrizioni da diversi anni. Giusy in queste settimane ha vissuto in un ambiente rischioso, dormiva all’interno di un vagone di un treno e andava a mangiare ogni giorno alla Caritas, segno che fuggiva da una situazione probabilmente divenuta insostenibile».

Gli interrogativi, ancora, sono tanti. Bisognerà andare avanti con le indagini per capire cosa effettivamente sia accaduto e perché Giusy Pepi abbia deciso di allontanarsi dalla sua casa e dai suoi figli.