Davanti la meravigliosa spiaggia di Santa Maria del Focallo si trova l‘Isola dei Porri. Il nome deriva dalla presenza di una sola forma vegetale sull’isola: il porro o aglio selvatico (allium amperloprasum). Fino a qualche decennio quest’isola aveva una grandezza di circa 4mila metri quadrati, ma adesso è ridotta È costituita per lo più da tre scogli.

La testimonianza di alcuni anziani dice che quest’isola, ai primi del Novecento fosse una zona in cui si praticava la caccia, e che già aveva iniziato a rimpicciolirsi per via delle maree in periodo posteriore; secondo alcune ricostruzioni, si pensa che un tempo quest’isola fosse un tutt’uno con la costa, e che, appunto per via delle correnti e dei movimenti sismici, sia andata distaccandosi dalla costa ed a rimpicciolirsi sempre di più.

Fin dal primo secolo avanti Cristo l’isola era un formidabile nascondiglio per i pirati che attraccavano con le loro navi. Tanto che nel 1584, il vicerè di turno, fece costruire delle fortificazioni per difendersi proprio dagli assalti dei pirati che imperversavano in tutto il Mediterraneo.

Nel 1989 furono trovati diversi scheletri di uomini che furono datati intorno al X secolo. Si pensa che si tratta dei resti della famiglia di Ziyadat Allah III, uno degli ultimi emiri aglabiti della Tunisia che nel 903, temendo un complotto contro di lui, fece uccidere il padre, lo zio e una trentina di altri membri della corte, e fece inviare i cadaveri all’isola dei Porri. L’identificazione del luogo chiamato “isola dei Porri” nelle fonti arabe ha tuttavia un margine di incertezza dovuto a una omonima isola che si trova sulla costa della Tunisia.