L’antica colonia di Camarina.

  • Kamarina fu un’importante colonia di Siracusa, fondata alla foce del fiume Ippari.
  • Di essa oggi si ammirano rovine e importanti reperti archeologici.
  • Nel suo territorio c’è anche una delle spiagge più belle della Sicilia.

Spiaggia straordinaria e sito archeologico di pregio: Kamarina è una di quelle località della Sicilia in cui la storia è ancora presente e aspetta solo di essere scoperta. Il nome in greco antico, secondo Strabone, significherebbe “abitata dopo molta fatica”. Un tempo fu un’importante colonia di Siracusa, fondata e costruita dagli stessi siracusani alla foce del fiume Ippari. Oggi se ne ammirano rovine e reperti archeologici, soprattutto sul colle Cammarana (che si trova in territorio di Siracusa). La spiaggia di Camarina è una meta molto gettonata in estate, grazie alla sabbia dorata e ai fondali bassi. Basta questa piccola introduzione, per avere voglia di esplorare meglio questo territorio: non indugiamo oltre e partiamo insieme.

A Kamarina si cammina sulla storia

I greci-siracusani fondarono Kamarina all’inizio del VI secolo a.C. (tra il 598 e il 597 a.C), sul promontorio delimitato dai fiumi Ippari e Oanis. L’idea era creare un presidio lungo la rotta africana e frenare l’espansione verso sud di Gela. Ben presto divenne un centro agricolo dai traffici commerciali fiorenti, quindi entrò in conflitto con la città-madre. Tucidide riferisce di una ribellione camarinese domata dai siracusani, nell’ambito di una più ampia guerra. Filisto, invece, testimonia dettagli maggiori del conflitto tra la madrepatria e Camarina. La colonia si sarebbe schierata con i Siculi, mentre i siracusani contavano su Enna e Megara Hyblaea. I siracusani ottennero la vittoria nel 552 a.C., quindi la popolazione camarinese sarebbe stata esiliata. In realtà, pare che la comunità rimase per l’intero VI secolo a.C. All’inizio del V secolo i siracusani cedettero la località al tiranno Ippocrate di Gela. Ed ecco come continuò la storia.

Lo splendore e il declino di Camarina

Ippocrate aveva sconfitto gli aretusei nel territorio ibleo, facendo molti prigionieri. Minacciava di marciare contro Siracusa per conquistarla, quindi intervennero Corinto e Corcira, due forze greche. Si frapposero per impedire al gelese di dominare la terra aretusea. L’accordo prevedeva proprio il cedimento di Kamarina a Gela, in cambio delle cessate ostilità belliche. Ippocrate la rifondò tra il 492 e il 461 a.C, quindi il sito riacquisì la sua importanza. In seguito all’alleanza con Atene (contro Siracusa), nel corso della guerra del Peloponneso riuscì a strappare a Siracusa il lontano territorio di Morgantina. Camarina subì saccheggi e devastazione durante l’avanzata di Annibale, quindi rientrò nell’orbita siracusana durante il dominio di Dionisio I il grande. Visse un nuovo periodo di prosperità alla fine del IV secolo, raggiungendo la massima espansione urbanistica nel 339 a.C. E le vicende non finiscono qui: proseguiamo alla scoperta del suo passato.

A partire dal III secolo a.C. passò sotto il dominio del Mamertini, poi fu la volta dei Romani. Venne definitivamente distrutta nell’827 dall’esercito guidato da Asad ibn al-Furat, nel corso della conquista arabo-berbera della Sicilia. Dall’acropoli emerge una continuità d’uso. I resti del Tempio di Atena furono inglobati nella chiesa della Madonna di Cammarana. Questo edificio, ricco di ex voto dei naviganti scampati alla furia delle tempeste, venne distrutto da un incendio nel 1834. I resti furono base per la masseria che oggi ospita il locale Museo. Ora che conosciamo la storia, è il momento di scoprire cosa vedere a Kamarina.

Cosa vedere a Kamarina

I resti di Kamarina sono di grande interesse archeologico. Ci sono ancora tombe arcaiche (VII secolo a.C.) e ruderi poco significativi di un tempio dedicato a Minerva. Lungo l’Ippari si può riconoscere il tracciato dell’antico porto canale. La città è ancora riconoscibile nella sua area originaria dai resti di case e di pavimentazioni. L’acropoli mostra i resti del Tempio di Athena. All’estremità sud-occidentale della collina, fra il tempio di Atena Poliade ed il porto, si estende l’agorà. I resti meglio conservati della cinta muraria sono, invece, collocati al di sotto della collina di Eracle. Nel vicino bosco di Passo Marinaro si trovano ancora le tombe di una necropoli nel V – IV secolo a.C. Gli scavi di Paolo Orsi (dal 1896 al 1911), hanno fornito copioso materiale archeologico che si trova al Museo di Siracusa. Il Museo Archeologico regionale di Kamarina presenta una vasta collezione di reperti archeologici dalla preistoria al periodo antico greco. Il museo è strutturato su tre padiglioni e sei sale e contiene varie tipologie di anfore, suppellettili, monete, corredi funerari, statuette devozionali, oltre che oggetti ed armi in selce risalenti alla preistoria. Foto di Mboesch – Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported.

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