Perché gli asini si chiamano scecchi? Lo rivela la leggenda del Re Miramolino.

  • Continua il nostro viaggio alla scoperta delle più belle leggende siciliane.
  • Oggi parliamo di Re Miramolino, della figlia Nevara e del perché gli asini si chiamano scecchi.
  • Questo racconto è nato nel periodo in cui gli Arabi arrivarono in Sicilia e intreccia fantasia e realtà.

Non si finisce mai di imparare qualcosa sulla Sicilia. Attraverso i miti e le leggende più belle, conosciamo tanti aspetti di questa bellissima isola e della sua cultura. Oggi vogliamo raccontarvi una vicenda abbastanza particolare che, tra l’altro, ci spiega anche perché, per chiamare gli asini, si usa il termine “scecchi“, che vuol dire “stupidi”. La leggenda di Re Miramolino ha per protagonisti un sovrano e sua figlia.  Quando gli arabi conquistarono la Sicilia, non ci fu subito una reciproca tolleranza. Il re, allora, pensò di dover trovare una soluzione. La principessa Nevara, sempre prodiga di consigli per il padre, gli suggerì di non usare la forza perché – si sa – si prendono più mosche con lo zucchero che con l’aceto. In realtà, Nevara anche un ottimo motivo per evitare lo scontro: si era innamorata di un nobile siciliano, quindi voleva che i due popoli si avvicinassero e convivessero pacificamente. Miramolino, dunque, permise ai siciliani di continuare a lavorare la terra e di commerciare per mare e per terra. Per sottolineare il suo potere, però, ordinò che i siciliani non portassero armi, non montassero cavalli e non suonassero le campane delle chiese.

Sceicchi o scecchi?

Non fu difficile fare sparire le armi ma, per quanto riguarda i cavalli, i siciliani pensarono: “Né noi, né loro”. Avvelenarono tutti gli abbeveratoi e, in breve, morirono tutti i cavalli dell’isola. Gli arabi, però, allestirono delle navi per fare arrivare cavalli dal Nordafrica. Il destino, a questo punto, ci mise lo zampino: fece affondare tutte le navi, tranne una. A bordo di quella nave c’erano solo asini. Gli arabi iniziarono a cavalcare gli asini e la situazione appariva talmente ridicola, che i siciliani, vedendo gli sceicchi cavalcare asini, iniziarono a chiamarli scecchi. Re Miramolino, allora, pensò di fare una nuova legge, per imporre a tutti di inchinarsi al passaggio degli asini, sia che fossero cavalcati, sia che non lo fossero. Nevara gli fece notare che il provvedimento avrebbe inasprito troppo i rapporti, oltre a farlo apparire ridicolo. Seguendo il consiglio, il sovrano non soltanto non fece la legge, ma annullò anche quelle precedenti. Così i siciliani tornarono a montare cavalli, portare armi e suonare le campane. La nuova convivenza aumentò il rispetto reciproco e la convivenza pacifica. Adesso, grazie alla leggenda del Re Miramolino, sappiamo perché gli asini si chiamano scecchi.

Articoli correlati