Potrebbe arrivare presto un marchio di qualità per la pizza siciliana. Il primo passo ufficiale è stato compiuto in occasione di Expocook, il salone dedicato al food che si è tenuto a Palermo, ma da tempo si sta mettendo a punto il disciplinare. Pds, cioè “Pizza Qualità Siciliana” dovrebbe contraddistinguere i prodotti siciliani.

Tra i promotori c’è anche l’agrigentino Stefano Catalano, presidente Cifa Unione pizzaioli italiani e responsabile nazionale Cucina&Tradizione Ristoworld Italy.

«La pizza – ha spiegato – è uno dei più antichi alimenti, nasce col pane e ne segue la storia. Il significato di Pizza Qualità Siciliana è preparare la pizza, che altro non è che l’antico pane delle feste per noi siciliani, con i prodotti del territorio isolano: un piano che porta benefici alla microeconomia (stop allo spopolamento di campagne), all’ambiente (i nostri grani antichi non hanno bisogno di trattamenti fitosanitari), alla salute dei consumatori (uso di farine naturali).

Insomma, utilizzare la pizza come alimento per promuovere i prodotti locali: le farine di grani antichi, il pomodoro della filiera cortissima (a Siracusa, ad esempio, quello di Pachino, nell’Agrigentino il siccagno), gli aromi nostrani (la pizza nostra – con la quale intendiamo diversi prodotti di rosticceria – si differenzia dalle altre per la semplicità), l’olio extravergine d’oliva, i formaggi locali (al posto della mozzarella è perfetta la tuma fresca). Bruno Barbieri l’ha già assaggiata ed è rimasto entusiasta».

La pizza, di fatto, è il pane più arcaico, poi condito. Una volta soddisfatto il bisogno di nutrirsi con il pane, poi è arrivata la pizza. Secondo Catalano, inoltre, l’origine della pizza è siciliana, non napoletana: «Il pane nasce dove c’era il grano e la Sicilia era il granaio prima dell’antica Grecia ed in seguito dell’Impero romano, conservando il primato durante le dominazioni bizantina e araba».

Una pizza siciliana di cui esistono diverse varietà. E Catalano rivela che «la prima Pizza Qualità Siciliana sarà quella sicana, fatta con farine di grani antichi siciliani e condita con olio extravergine d’oliva, salsa di pomodoro, mollica saporita e tuma». A giugno sarà presentato ufficialmente il disciplinare, cui seguirà la formazione dei pizzaioli.