L’attrice siciliana Maria Grazia Cucinotta si è raccontata in una lunga intervista al Corriere della Sera. I tanti ruoli che ha interpretato le hanno dato l’opportunità di girare il mondo. Ha iniziato a calcare le scene a 18 anni, quando è partita da Messina per andare a Miss Italia, a Salsomaggiore: «In borsa avevo la focaccia di mamma».

Maria Grazia Cucinotta, da Messina a Hollywood

Ha studiato analisi contabile ma, sin da quando era adolescente, sapeva che voleva lavorare nel mondo dello spettacolo. Tre mesi dopo il diploma, l’attrice siciliana è partita dalla sua Messina per partecipare all’edizione 1987 di Miss Italia, a Salsomaggiore.

Nell’intervista al Corsera, Maria Grazia Cucinotta si lascia trascinare dai ricordi: «Mi ero iscritta al concorso a 16 anni, papà non mi lasciò andare. Così ci riprovai a 18 appena compiuti. Partii da Messina con il treno delle 8.30, in borsa avevo la focaccia di mamma e qualche mela. Non ho vinto ma sono arrivata in finale. Fui notata da un’agenzia di Milano».

In un primo momento si è trasferita al Nord, a Brescia dal fratello Gaetano, ma lavorava come segretaria. Richiamò l’agenzia che l’aveva notata e ottenne il primo provino, per il cult di Rai2 “Indietro tutta!”. «E fu un disastro – rivela l’attrice -. Mi presentai davanti a Renzo Arbore, Alfredo Cerruti, Arnaldo Santoro, Nino Frassica, capirai, mi presero in giro senza pietà. “Cosa sai fare?” “Nulla”. Ero un’imbranata. Avevo il cuore in gola e le orecchie viola. Alla fine mi scelsero forse per compassione, per fortuna ero fotogenica».

“Il Postino” con Massimo Troisi

Ripercorrendo le tappe della sua carriera, è impossibile non parlare di un film diventato leggenda, “Il Postino“: «Mio padre faceva il postino, come poi mio fratello, mia sorella, mio cognato e mia nipote. In realtà anch’io avevo vinto il concorso e un contratto di tre mesi, ma ci ho rinunciato, ormai avevo preso la mia strada. Papà mi ha tenuto il muso per anni, fino al film con Massimo Troisi: in qualche modo avevo realizzato il suo sogno».

Il lavoro ha portato Maria Grazie Cucinotta in giro per il mondo: è rimasta a Los Angeles fino al 2005. «A dirla tutta – rivela con schiettezza – Hollywood è una scritta anonima su una collina spelacchiata, pure bruttarella, niente di che».

Ha rifiutato una parte nel film “L’avvocato del diavolo“, perché avrebbe dovuto spogliarsi: «Ero tentata, un film con Al Pacino e Keanu Reeves, no, dico, Keanu Reeves, che quando lo vedi ammutolisci. Pensavo: e quando mi ricapita? Però nel copione c’era un nudo continuo e io con questo seno gigante mi sarei sentita a disagio e avrei rovinato tutto».

Nell’intervista si parla davvero di tanti film, quelli principali che hanno reso Maria Grazia Cucinotta un’icona di bellezza in tutto il mondo. Un talento senza confini, il suo, che l’ha vista recitare (tra gli altri), il “007 – Il mondo non basta” e “Ho solo fatto a pezzi mia moglie”, con Woody Allen e Sharon Stone.

Adesso conduce un programma di cucina, ogni domenica su La7, che si intitola “L’ingrediente perfetto“. Ha imparato a cucinare da bambina e i suoi piatti forti sono pizza e pasta: «Mia mamma ci teneva in cucina per farci stare buone, me e mia sorella Giovanna, non c’erano i videogiochi. E sul set spesso cucino per tutti. Con un amico costumista abbiamo preparato la parmigiana di melanzane per sessanta. A casa siamo sempre tanti, la porta è aperta, mi piace viziare le persone, il cibo è fonte di gioia».

L’intervista di Maria Grazia Cucinotta termina con un riferimento al suo ultimo film, “Gli anni belli”. Quando le chiedono quali sono stati i suoi, di anni belli, risponde senza esitare: «Tutti, da quando è nata mia figlia Giulia ancora di più. È stata dura, non c’è solo il colore rosa, però sono felice: se con la mente mi riaffaccio dalla finestra della mia cameretta di Messina vedo tutto bellissimo, sono stata fortunata».

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